'Ndrangheta e ultras, nell'organizzazione anche un vibonese
L'inchiesta milanese che ha portato all'arresto di figure di spicco del mondo ultras dell'Inter, come Andrea Beretta e Marco Ferdico, ha messo in luce un complesso intreccio tra criminalità organizzata e investimenti illeciti. Al centro di uno dei capi d'accusa c'è la gestione di un lido balneare a Porto Cervo, in Sardegna, ritenuto una "miniera" di profitti. L'investimento, che ha visto coinvolto il defunto Antonio Bellocco, è stato finanziato con un bonifico di 40mila euro, versato tramite un prestanome. La vicenda, oltre alla dimensione milanese, presenta un'importante connessione con la criminalità organizzata calabrese, in particolare con la 'ndrangheta.
È proprio qui che emerge il ruolo del Vibonese, con un uomo legato al clan Bellocco di Rosarno, considerato «fedelissimo» del rampollo della famiglia mafiosa, il cui noome non è stato reso noto. Nonostante non abbia precedenti penali, riporta la Gazzetta del Sud, l'individuo è ritenuto affiliato alla 'ndrangheta di Soriano Calabro, in provincia di Vibo Valentia. Questo dettaglio sottolinea il coinvolgimento della malavita calabrese nella gestione dell'attività balneare in Sardegna, garantendo protezione in cambio di un orologio Rolex e altri favori.
Il caso evidenzia come la criminalità organizzata del Vibonese non sia limitata ai confini regionali, ma sia coinvolta in operazioni su scala nazionale, operando in settori strategici e redditizi come il turismo balneare. Questo mette in risalto l'espansione della ‘ndrangheta vibonese oltre i suoi territori tradizionali, sfruttando connessioni criminali in tutta Italia.
