Maxi blitz antidroga dei carabinieri: 13 arresti
La droga, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, veniva poi distribuita nelle principali piazze di spaccio
Maxi operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma che, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, gravemente indiziate – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di droga, oltre a una serie di reati che includono detenzione illegale di armi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, alcuni aggravati dal metodo mafioso.
Tra gli arrestati figura anche Raffaele Pernasetti, ritenuto uno dei più noti appartenenti alla Banda della Magliana, già attiva nella Capitale tra gli anni ’80 e ’90. Secondo l’impostazione accusatoria, Pernasetti avrebbe avuto un ruolo nel favorire l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti, sfruttando i suoi rapporti con esponenti del clan Senese e con ambienti della ‘ndrangheta.
La droga, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, veniva poi distribuita nelle principali piazze di spaccio di Roma, tra cui i quartieri Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella. Le indagini hanno inoltre documentato incontri tra esponenti della criminalità organizzata, monitorati attraverso attività tecniche, che si sarebbero svolti anche in un ristorante di famiglia nel quartiere Testaccio.
A carico di Pernasetti emergono anche accuse relative a episodi di violenza: sarebbe infatti indiziato di aver minacciato un meccanico con una pistola per ottenere il pagamento di 8mila euro legati a una precedente cessione di droga. Non riuscendo nell’intento, avrebbe ordinato una spedizione punitiva culminata nel ferimento della vittima, colpita alle gambe con arma da fuoco nel marzo 2024 nel quartiere Magliana.
Secondo gli investigatori, al vertice dell’organizzazione dedita allo spaccio ci sarebbe un altro storico esponente della criminalità romana, già arrestato in precedenza perché ritenuto coinvolto come mandante nell’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto nel gennaio 2024 a Corviale con modalità ritenute riconducibili a contesti mafiosi.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati quantitativi di droga e armi, a conferma – secondo l’accusa – della pericolosità del gruppo e della sua capacità operativa sul territorio della Capitale.
