Quarant’anni fa, grazie "agli ideali e alla lungimiranza dei poliziotti aderenti al Movimento Democratico per la Smilitarizzazione”, di cui è legittimo erede il Siulp, il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza si trasformava nella Polizia di Stato. Tale riforma, ancora oggi valida ed attuale, fu possibile grazie al varo della Legge 121 del 1981, figlia della determinazione dei poliziotti democratici, del sindacalismo confederale "che ancora oggi grazie alla Cisl - si legge in una nota della Segreteria provinciale di Vibo Valentia del Sindacato italiano unitario lavoratori Polizia (Siulp) - continua il suo percorso insieme al Siulp per la piena democratizzazione della funzione di Polizia. Oggi, nel solco di quello che fu la lungimirante intuizione del Parlamento del 1981 - che comprese la necessità rispetto all’attacco violento e destabilizzante portato alle Istituzioni dello Stato Repubblicano e alla stessa democrazia del nostro Paese, che era necessario democratizzare la funzione di Polizia e smilitarizzare i suoi appartenenti, rendendoli protagonisti attraverso la sindacalizzazione e la contrattualizzazione ed integrarli nella società civile - continua il processo riformatore iniziato dai poliziotti del movimento democratico ed attuato con la legge 121/81".

Funzione di Polizia "più democratica e vicina al cittadino". Difatti, richiamando i punti cardine alla base della richiesta che il Movimento Democratico dei poliziotti sosteneva già dagli anni ‘70 e per tutti gli anni di piombo, "la necessità di emancipare la funzione di Polizia rendendola più democratica e vicino al cittadino con un processo che doveva elevare professionalmente gli appartenenti". Lo afferma Franco Caso, segretario provinciale del Siulp Vibo Valentia, in una nota nella quale ricorda il varo della Legge 121 del 1 aprile del 1981 ed il suo “40° compleanno”, che il Siulp quest’anno ha anche ricordato con il proprio calendario 2021.

I correttivi alla riforma. "Legge di riforma, la 121 del 1981 più volte integrata - continua Franco Caso - dove negli ultimi correttivi di riordino, son stati inseriti i titoli di studio più elevati per l’accesso anche alla qualifica di base quale il diploma di scuola media secondaria (l’equivalente di quanto richiesto al ruolo di concetto del pubblico impiego), unitamente al ridisegnare un nuovo ruolo degli ispettori con vocazione alle funzioni direttive e la nuova area dirigenziale, sono solo alcune delle scelte strategiche e innovative che ultimamente sono state previste, nel solco dei valori innovativi contenuti nella Legge 121, che renderanno la funzione di Polizia sempre efficiente ed efficace e all’altezza delle nuove e complesse sfide che ci attendono per il futuro".

"L'unica strada da percorrere". "Un'ulteriore tappa nel difficile ma necessario cammino che la Polizia di Stato e i poliziotti devono continuare a portare avanti nei valori fondanti e ancora oggi attuali contenuti nella legge 121, per rendere il sistema sicurezza efficace a garantire la democrazia e la sicurezza, ma anche la libertà come si conviene in ogni Paese democratico". "Per questo, il Siulp – conclude Caso – ritiene che aumentare sempre di più la professionalità e la capacità degli operatori di comprendere le problematiche ed attuare le soluzioni migliori in ogni contesto, è l’unica strada da percorrere".