faldoni-inchiesta
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Una storia criminale che attraversa decenni, cambi di vertice e continui riassetti interni, mantenendo però una capacità di rigenerazione che gli investigatori descrivono come una delle sue caratteristiche principali. Il gruppo in questione si è imposto nel tempo come una delle articolazioni più radicate della ’ndrangheta reggina, capace di coniugare violenza, controllo del territorio e infiltrazione nell’economia legale.

Il suo consolidamento affonda le radici negli anni Settanta, quando lo scontro con una cosca rivale per il controllo dell’area di Palmi diede origine a una lunga e sanguinosa faida, protrattasi per oltre un decennio e conclusasi solo con una serie di arresti dei vertici nei primi anni Novanta. Quel conflitto segnò profondamente gli equilibri criminali della zona.

Nel tempo, l’attività del sodalizio si sarebbe estesa a diversi settori illeciti, dalle estorsioni al traffico di stupefacenti, fino all’infiltrazione negli appalti e nella gestione di attività economiche formalmente lecite. Le indagini hanno inoltre documentato l’utilizzo di società di comodo e presunti meccanismi fraudolenti per l’accesso a finanziamenti pubblici, con conseguenti procedimenti giudiziari e condanne.

La proiezione del gruppo non si sarebbe limitata al territorio regionale, ma avrebbe raggiunto anche altre aree del Paese e contesti esteri, attraverso canali legati al traffico di droga e a reti di distribuzione transnazionali. Diverse operazioni di polizia hanno portato a fermi e arresti anche fuori dai confini nazionali.

Un ruolo importante nelle ricostruzioni investigative è stato svolto dai collaboratori di giustizia, che hanno contribuito a delineare assetti interni e relazioni con altre cosche, incidendo su numerosi procedimenti antimafia. Nonostante i colpi subiti nel tempo, l’organizzazione avrebbe mostrato una capacità di riorganizzazione tale da mantenerne attiva la struttura, oggetto di continue attenzioni investigative.