Truffa aggravata e continuata. Questi i reati contestati dalla polizia ai titolari di un bar della stazione di Rosarno, B.T. classe 1953, e del socio, M.G.B. classe 1955, deferiti in stato di libertà. Secondo l'accusa vendevano biglietti del treno falsi e una truffa scoperta grazie ad una anomala coincidenza rilevata da diversi capi-treno.

La ricostruzione degli inquirenti. Qualche giorno fa, due viaggiatori, trovandosi a bordo dello stesso treno regionale, all’atto del controllo del titolo di viaggio, esibivano al capo-treno i rispettivi biglietti, emessi dal circuito Sisal, perfettamente identici in ogni parte, ossia aventi la stessa fattura cartacea, identici codice identificativo, tratta ferroviaria, codice dell’apparecchiatura Sisal emittente. Controllando i biglietti tramite tablet di servizio, il capo-treno ha rilevato l’anomalia, quindi si è proceduto con il ritiro dei due biglietti, elevando sanzione amministrativa a carico dei due ignari passeggeri che, strenuamente, continuavano ad asserire di aver acquistato regolarmente il biglietto presso il bar  della Stazione ferroviaria di Rosarno, come erano soliti fare.

La denuncia. A riprova della motivata buona fede, uno dei due viaggiatori ha esposto una regolare denuncia di quanto accaduto, presso gli uffici della Polizia Ferroviaria. Gli accertamenti scaturiti dalla strana coincidenza hanno consentito di confermare quanto dichiarato dai due malcapitati passeggeri. Anche altri capi-treno, in diverse circostanze, avevano rilevato analoghe anomalie dal controllo dei titoli di viaggio emessi dalla stessa biglietteria, procedendo, in tali casi, secondo regolamento ferroviario.

Il blitz. Il personale delle squadre giudiziaria ed informativa della Polizia Ferroviaria, a conclusione delle indagini di Polizia Giudiziaria, si è quindi recati a perquisire il locale e sequestrare cose pertinenti al reato all’interno del bar della stazione ferroviaria di Rosarno. A seguito della perquisizione delegata dalla autorità giudiziaria competente, è stata sottoposta a sequestro la macchinetta del circuito Sisal, attraverso la quale erano stati emessi i titoli di viaggio in argomento. Accertando, pertanto, la truffa aggravata e continuata, il personale della Polizia Ferroviaria ha denunciato il titolare dell’esercizio commerciale, B.T. classe 1953, e il socio, M.G.B. classe 1955.