Alleviare il peso delle tasse in un momento di forte pressione economica per famiglie e imprese. È questa la richiesta prioritaria avanzata dai consiglieri di minoranza del gruppo "Progetto Zungri" — Antonio Fiamingo, Giuseppe Muzzupappa e Pietro Licastro — durante l'ultima seduta del Consiglio comunale dedicata al bilancio.

Il capogruppo Antonio Fiamingo ha espresso una critica netta alla scelta della maggioranza di mantenere l’Imu e l’addizionale Irpef ai massimi livelli consentiti dalla legge. In risposta a questa linea, l'opposizione ha proposto ufficialmente l'adesione alla Rottamazione Quinquies.

«La Legge di Bilancio 2026 offre ai Comuni la possibilità di introdurre forme di rateizzazione e sgravio», ha spiegato Fiamingo. «Vogliamo azzerare sanzioni e interessi moratori per tutelare chi è in difficoltà. Anche a livello locale deve passare il concetto di "fisco amico": un approccio basato sul dialogo e sulla comprensione, evitando di perseguitare i cittadini con le cartelle esattoriali».

Oltre al tema fiscale, "Progetto Zungri" ha acceso i riflettori sulla gestione dei fondi destinati all'assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli alunni disabili. Si tratta di circa 11.300 euro che, secondo la minoranza, dovrebbero essere gestiti direttamente dall'ente comunale e non delegati esternamente.

L'opposizione contesta la volontà del sindaco di consegnare tali risorse al dirigente scolastico di Rombiolo. E, al contempo, propone di convocare le famiglie degli alunni disabili in sede istituzionale per ascoltare le loro reali necessità e decidere insieme l'investimento delle risorse. «L’attività di ascolto va svolta coinvolgendo giunta e consiglio – incalzano i consiglieri – per garantire massima trasparenza ed evitare che la gestione sia lasciata all'iniziativa privata di singoli esponenti politici senza delega».

Il gruppo di minoranza si è detto fiducioso che l'amministrazione possa accogliere queste proposte, nate — a loro dire — dalla volontà di cambiare direzione rispetto a una pressione esattoriale ormai giudicata insostenibile e a una gestione dei servizi sociali che richiede maggiore partecipazione democratica.