'Ndrangheta: inchiesta "Sistema Rende", Il Tdl rimette in libertà Sandro Principe
Per i giudici del Riesame non sussiste più il pericolo di reiterazione del reato per l'ex sindaco di Rende e già sottosegretario al Lavoro
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha revocato la misura degli arresti domiciliari per Sandro Principe, ex sindaco di Rende e nei primi anni '90 anche sottosegretario al Lavoro, coinvolto nell'inchiesta della Dda di Catanzaro "Sistema Rende".
Il Tribunale del Riesame ah ritenuto non più sussistente il pericolo di reiterazione del reato da parte di Sandro Principe, atteso che non ricopre attualmente incarichi politici. Da qui la decisione dei giudici del Riesame.
Nell'aprile scorso il Tribunale del Riesame ha revocato gli arresti domiciliari per gli altri politici finiti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Sistema Rende”, ovvero Pietro Ruffolo, Giuseppe Gagliardi, Umberto Bernaudo e Rosario Mirabelli. L’accusa per i quattro esponenti politici, oltre che per Sandro Principe, è quella di concorso esterno in associazione mafiosa e di aver ricevuto il sostegno elettorale del clan Lanzino-Ruà.
Il procuratore aggiunto della Dda, Vincenzo Luberto, e il pm Pierpaolo Bruni avevano depositato al Tdl nuovi atti. In particolare, un verbale con le dichiarazioni di Amerigo Castiglione, candidato a sindaco di Rende nel 2011 . Nella stessa inchiesta sono coinvolti anche alcuni presunti esponenti della cosca Lanzino-Ruà. Stando all’impalcatura accusatoria, il clan avrebbe procacciato voti per Sandro Principe e gli altri politici indagati che in cambio avrebbero ottenuto favori, denaro e pure assunzioni in cooperative del Comune.
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