Al "Capialbi" di Vibo un Comitato scolastico per i diritti umani
Istituire un Comitato Scolastico per i Diritti Umani che si propone obiettivi di breve e lungo respiro: questa l'idea che il Liceo Capialbi di Vibo Valentia sta portando avanti, su proposta della professoressa Anna Murmura e con la collaborazione del dirigente scolastico Antonello Scalamandrè e dell'associazione Pro Fondazione Antonino Murmura.
Gli obiettivi del comitato sono avanzare proposte relative alla tutela e al rispetto dei diritti umani e civili; curare il Giardino dei Giusti ospitato nel Liceo (dove sono già stati piantati tre alberi dedicati ad altrettanti Giusti) e organizzare le celebrazioni collegate alla Giornata Europea dei Giusti che si svolge ogni anno il 6 marzo; istituire una Giornata Scolastica della Pace; condurre una ricerca di taglio scientifico su una tematica scelta, curata da gruppi di lavoro costituiti da studenti che, sotto la guida dell’insegnante proponente, affronteranno ciascuno un aspetto della tematica: i lavori svolti confluiranno in un volume che verrà dato alle stampe e presentato a fine anno in occasione della istituenda Giornata della Pace.
"Per collegarci al tema dei giusti - spiega la professoressa Murmura-, che ci è particolarmente caro anche per la sua valenza didattica, vogliamo ricordare alcuni personaggi che ieri, come oggi e, speriamo, anche domani trovandosi ad un bivio tra la via del bene e quella del male hanno scelto senza tentennamenti e senza paura la prima, anche a rischio della loro vita. I primi a cui abbiamo pensato sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che con le armi della loro intelligenza e senza poteri speciali hanno sfidato il mostro più terribile che affliggeva e affligge l’Italia: la mafia; alla fine non ce la hanno fatta e sono stati uccisi, ma mai nessuno ha dimenticato la loro missione. Altro Giusto è il giornalista e attivista siciliano ucciso tra l’8 e il 9 maggio 1978, Peppino Impastato, che tutti ricordano per la sua audacia; sono passati 42 anni dalla sua morte, vivono ancora nel cuore e nella mente di tutti gli amanti della giustizia e del bene le sue parole: 'Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda. Noi ci dobbiamo ribellare prima che sia troppo tardi, prima di abituarci alle loro facce, prima di non accorgerci più di niente'."
"Dalla mafia alle guerre il passo è breve- rimarca la docente-; per questo il pensiero corre a Gino Bartali, un campione di ciclismo di cui molti ricordano le vittorie sportive, ma famoso anche per aver contribuito a salvare a Firenze molti ebrei perseguitati tra 1943 e il 1944. A proposito di ebrei ricordiamo anche Primo Levi le cui parole sono molto importanti 'Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.' Questo è il nostro auspicio che docenti e studenti imparino a conoscere e riconoscere le violazioni dei diritti umani del passato ed anche e, soprattutto, del presente perché, per dirla una frase antica, ma sempre valida 'la storia non abbia a ripetersi' e si gettino le basi per un mondo ispirato alla pace e all’amore".
