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Un impianto accusatorio che si traduce in numeri imponenti: 414 anni di reclusione complessivamente richiesti per i 50 imputati coinvolti nel processo nato dall’inchiesta “Ostro”, condotta contro presunti appartenenti alla cosca Gallace di Guardavalle.

È quanto ha avanzato la pm della Dda di Catanzaro, Debora Rizza, davanti al gup del Tribunale di Catanzaro nel procedimento che riguarda gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, beneficiando dello sconto di un terzo della pena.

Nel dettaglio, la richiesta è di 20 anni di reclusione per Cesare Antonio Arcorace, Antonio “Tonino” Paparo, Domenico Vitale (classe ’69) e Cosimo Damiano Gallace; 18 anni per Domenico Vitale (classe ’76) e Angelo Gagliardi. Chiesti inoltre 16 anni per Francesco “Franco” Aloi, Giuseppe Bava e Cosimo Sorgiovanni, 15 anni per Francesco Galati detto “Fascista” e 14 anni per Ivano Piperissa.

Nel fascicolo risultano coinvolti anche il sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta, il vicesindaco Ernesto Maria Menniti e il presidente del consiglio comunale Maicol Paparo. Per quest’ultimi due, che hanno scelto l’abbreviato, la pm ha chiesto rispettivamente 10 e 3 anni di reclusione.

L’inchiesta ipotizza la presenza e l’operatività della cosca Gallace nel territorio ionico catanzarese, con un quadro accusatorio che ora passa al vaglio del giudice per le decisioni sulle responsabilità individuali.