Davanti alla Corte d'assise d'Appello di Catanzaro è iniziata la discussione nel processo per l'omicidio e la distruzione del cadavere di Stefano Piperno, l’educatore di Nicotera ucciso nel giugno del 2018. La Procura generale, in una lunga requisitoria, ha invocato la conferma della sentenza di primo grado nei confronti di Ezio Perfidio (30 anni di reclusione) e per il padre Francesco (6 anni di reclusione) la cui posizione per l'omicidio in primo grado è stata stralciata. La Procura ha chiesto il rigetto dell'appello della difesa ritenendo che, in particolare ad Ezio Perfidio, non possa essere concesso alcun beneficio in ragione dell'efferatezza del delitto.

Identiche le conclusioni delle parti civili, in giudizio per tramite degli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, che hanno ribadito la richiesta di conferma della sentenza emessa dal Gup di Vibo Valentia Tiziana Macrì. La Corte, in previsione anche dei tempi previsti per la discussione della difesa rappresentata dall'avvocato Francesco Sabatino, ha rinviato la continuazione del procedimento al 21 dicembre.

Giovane educatore ucciso a Nicotera, condannato a 30 anni il presunto assassino
E' stato condannato a 30 anni di reclusione Ezio Perfidio, 6 anni sono stati inflitti a Francesco Perfidio per l'omici...