'Ndrangheta, Klaus Davi si sfoga: «Abbandonato dalle istituzioni antimafia»
«Quando le cosche percepiscono un tuo indebolimento iniziano ad attaccare. E particolarmente vulnerabili sono i tanti cronisti operanti nelle terre difficili. Nel mio caso, muretti e finanche pareti esterne di abitazioni di Reggio Calabria sono stati tappezzati per oltre due anni da messaggi minacciosi e violenti nonché insulti nei miei riguardi».
Lo ha dichiarato Klaus Davi, giornalista e massmediologo, intervistato dalla Radio Svizzera. «Parlo dei graffiti apparsi sulla rotonda di Gallico ‘Uomo di Pace‘, poi di quelli che campeggiavano nel quartiere Archi ‘Klaus Davi cornuto‘, poi quelli spuntati a Reggio sud sulla villa del boss brutalmente assassinato Vincenzo Barreca ‘Questi sono gli uffici di Klaus Davi‘, per non parlare delle scritte recenti sempre comparse a Gallico ‘Klaus Davi è un uomo di merda‘. Minacce che hanno ‘decorato’ diversi quartieri della città – senza che quasi nessuno proferisse parola – ininterrottamente per mesi e mesi. Devo ringraziare i politici Matteo Salvini e Gerardo Saccomanno che sono intervenuti, mentre per esempio mi ha lasciato di stucco il silenzio delle istituzioni antimafia romane, totalmente assenti, distratte. Il disinteresse, il voltarsi dall’altra parte di chi dovrebbe invece non sottovalutare questi fatti, non è un bel segnale anzi può fungere da incoraggiamento per l’azione intimidatoria dei clan».
