Non c'è pace per l'amministrazione comunale di Briatico guidata da Lidio Vallone. Un mese dopo le dimissioni di due consiglieri di opposizione, Costantino Massara, Giuseppina Staropoli Calafati e Francesco Massara, nei giorni scorsi a gettare la spugna è stato anche un consigliere di maggioranza, Andrea Prestia. Le ragioni della scelta di quest'ultimo non sono chiare, sebbene i fari siano stati accesi sul piccolo centro costiero, dopo le esternazioni del presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra che aveva messo proprio nel mirino il Comune di Briatico e la sua amministrazione, denunciando la partecipazione di un assessore al matrimonio della figlia di un boss della zona .

“Nell’aprile del 2016 - scriveva Morra - la Dda di Catanzaro ha fatto scattare l’operazione antimafia “Costa Pulita”. Nel giudizio con rito abbreviato, Antonino Accorinti è stato condannato a 14 anni e 8 mesi, il figlio Antonio a 12 anni, il genero Salvatore Muggeri a 7 anni –. Sono stati condannati anche gli altri presunti affiliati al clan. Il processo d’appello è ancora in corso e nel frattempo tutti gli imputati sono ritornati in libertà per scadenza dei termini massimi di custodia cautelare. Con il rito ordinario si trova invece sotto processo dinanzi al Tribunale di Vibo (1° grado) Greta Accorinti, altra figlia di Antonino Accorinti. In entrambi i processi “Costa Pulita” (ordinario e abbreviato) il Comune di Briatico si è costituito parte civile, cioè si è affidato ad un avvocato per affiancare in aula la pubblica accusa (Dda di Catanzaro) nel chiedere l’affermazione della responsabilità penale (con i relativi danni) al clan Accorinti sotto processo. Nel settembre del 2020 (dopo due anni di commissariamento per mafia) è stato eletto sindaco di Briatico Lidio Vallone che ha nominato quale suo assessore Nicola Mobrici con deleghe alle Politiche sociali e giovanili, allo sport, agli spettacoli, al lavoro ed all’impiantistica sportiva – aggiunge il presidente della Commissione Antimafia – Il 27 giugno 2022 alle ore 17.30 nella chiesa principale di Briatico, in Piazza 4 Novembre, si è celebrato il matrimonio fra Martina Accorinti, figlia del pluripregiudicato Antonino Accorinti – ritenuto il boss dell’omonimo clan – e Pietro Polito, quest’ultimo attualmente fra gli imputati del maxiprocesso Rinascita-Scott per narcotraffico internazionale e spaccio (marijuana, cocaina e hashish), unitamente al cugino Giovanni Sicari. Nello stesso processo Rinascita Scott è imputato anche lo zio dello sposo, Domenico Polito, il quale si trova sotto giudizio pure in altro procedimento per l’omicidio del boss del monte Poro, Raffaele Fiamingo ed il ferimento del boss Francesco Mancuso. Al matrimonio Polito – Accorinti, come documentato dalle foto qui sotto, era presente anche l’assessore comunale di Briatico Nicola Mobrici”.

Si domandava Morra: “Il sindaco Lidio Vallone ne era a conoscenza? E la Prefettura di Vibo Valentia? Il ricevimento si è per caso tenuto in un ristorante degli zii dello sposo, locale già “attenzionato” in passato dalla Prefettura? E’ normale che un assessore comunale di un Comune sciolto tre volte per infiltrazioni mafiose partecipi con la famiglia al matrimonio della figlia di colui che viene ritenuto come il boss locale e anche di un imputato di Rinascita Scott? Nella foto all’esterno della chiesa di Briatico sono inoltre presenti – oltre all’assessore - il fratello della sposa (Antonio Accorinti, condannato a 12 anni) ed il cognato Salvatore Muggeri (condannato a 7 anni). Il sindaco Lidio Vallone ed il prefetto di Vibo Roberta Lulli cosa ne pensano?”.

A tutto ciò rispose il sindaco Vallone dicendo, in merito alla partecipazione dell’assessore al matrimonio, che: “Il suo gesto, la sua partecipazione ad una cerimonia nuziale, fisiologica, in una situazione di uomo libero, ma sicuramente inopportuna come rappresentante delle Istituzioni, poi magari, quelle di Briatico, è stata solamente una leggerezza non calcolata. Presidente, la consideri come tale. L’azione di un giovane che vive a stretto gomito con gli abitanti del suo piccolo paese: paese dove i rapporti umani, di fratellanza sono le regole di una sana convivenza civile. Senatore Morra, le sue considerazioni, i suoi rilievi, le confesso, hanno procurato in noi tanto disagio psicologico, tanta angoscia!”. Insomma, delle dimissioni alquanto strane, soprattutto perché sono state presentate da due dei quattro componenti della minoranza.