Il mare, la sua forza e la sua violenza hanno riportato conseguenze e strascichi pesanti. Oltre alla disgrazia dei migranti, infatti, neanche i più giovani hanno potuto scampare al suo impeto. A tal proposito è il garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della regione Calabria, Antonio Marziale, ad aggiornare le condizioni dei sei minorenni ricoverati all’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, in seguito all’odissea del barcone dilaniato dalla forza del mare: "Sono fuori pericolo - ha affermato - I medici hanno dovuto celermente lottare contro una serie di difficoltà che i minori recavano, come l’ipotermia, l’inalazione e l’ingestione di idrocarburi, ferite lacero contuse, tosse, difficoltà respiratorie, vomito e cefalee. Particolarmente marcata in tutti è stata riscontrata la rabdomiolisi, gravi lesioni del tessuto muscolare scheletrico, dovuta sia alla posizione durante il drammatico viaggio, sia alla lotta ingaggiata con i potenti moti ondosi". Ed ancora: "Uno dei minori, il più grande d’età, non era accompagnato durante il viaggio, sin dal primo momento gli è stato assegnato un tutor ed appena dimesso sarà allocato presso una comunità per minori stranieri non accompagnati calabrese. Due fratellini di 10 e 12 anni sono accompagnati da mamma e papà. Uno di 10 anni dalla mamma e dallo zio. Un bimbo di 10 anni è con la mamma, ma ha perso due fratelli di 12 e 18 anni. Un undicenne è accompagnato da un fratello maggiorenne ed uno più piccolo di egli".

Sicuramente parole che danno speranza sulla salute dei giovani, anche se il seguito sarà molto difficile, con questi ultimi che necessiteranno di cure e attenzioni come afferma lo stesso Marziale: "Sono bambini e adolescenti che una volta dimessi dall’ospedale necessiteranno, soprattutto in termini emotivi, di costanti cure, perché hanno visto la morte con gli occhi e hanno perduto persone care. Questa esperienza segnerà per sempre i loro giorni in divenire. Continuerò ad informarmi giornalmente sulle loro condizioni e ringrazio dal profondo del cuore il primario Stefania Zampogna, la sua equipe medica e tutto il personale socio-sanitario per l’encomiabile dedizione umana e professionale nella cura di questi sventurati bambini".