La democrazia a Savelli si ferma davanti a un protocollo mancante. Non è stata una manovra politica, né un errore dei candidati o dei sottoscrittori: a far saltare il banco delle prossime elezioni amministrative è stato un incredibile corto circuito burocratico interno agli uffici comunali. Nel piccolo centro della Sila, poco più di mille anime, il rischio che le urne restino chiuse è diventato una realtà concreta dopo che la commissione elettorale ha deciso di ricusare in blocco le uniche due liste in campo.

Il vizio di forma: firme nulle per un atto "fantasma"

Al centro della vicenda c’è un dettaglio tecnico che ha trasformato le procedure di deposito in un incubo legale. Le due compagini civiche, “ViviAmo Savelli” (guidata da Maria Adele Bottaro) e “Per Savelli” (capitanata da Angela Caligiuri, ex dg dell'Asp di Vibo), avevano presentato tutta la documentazione necessaria nei tempi previsti. Le firme a sostegno delle liste erano state regolarmente autenticate da due funzionari municipali, Francesco e Rosa Notaro, formalmente autorizzati a tale compito da un decreto del commissario prefettizio Domenico Campagna firmato lo scorso 9 aprile.

Tuttavia, durante i controlli di rito, la commissione elettorale presieduta dal viceprefetto Zaccaria Sica ha scoperto l'intoppo: quel decreto autorizzativo del Comune non era mai stato protocollato. Per la Commissione, un atto senza numero di protocollo non ha valore giuridico. Di conseguenza, le firme autenticate dai due funzionari sono state dichiarate nulle, trascinando con sé l’ammissibilità di entrambe le liste.

Una comunità orfana della politica

Il paradosso è tutto qui: le liste hanno seguito le indicazioni del Comune, ma il Comune ha "dimenticato" di ufficializzare i propri autenticatori. In questo scontro di interpretazioni tra funzionari della stessa Prefettura, a rimetterci è l'intera comunità di Savelli. Il paese è senza una guida eletta dal marzo 2025, quando le dimissioni di massa dei consiglieri portarono al commissariamento. Ora, proprio quando i cittadini intravedevano la fine del regime commissariale, lo spettro di un ulteriore rinvio delle elezioni si fa minaccioso per colpe che la cittadinanza non esita a definire "estranee e inaccettabili".

La battaglia si sposta al Tar

Le due candidate non ci stanno a finire fuori gioco per un errore di cancelleria. Sia Maria Adele Bottaro che Angela Caligiuri hanno già annunciato battaglia legale, pronti a presentare ricorso d'urgenza al Tribunale Amministrativo Regionale. L'obiettivo è dimostrare la buona fede dei presentatori e il fatto che la mancata protocollazione non possa inficiare la volontà democratica di un intero paese.

Mentre gli avvocati preparano le carte, a Savelli cresce il fermento. La rabbia dei residenti monta nelle piazze e sui social: l'idea che un errore amministrativo possa annullare mesi di impegno civile e lasciare il Comune ancora per mesi nelle mani dei commissari è un boccone troppo amaro da digerire. La parola passa ora ai giudici, con la speranza che il buon senso possa riaprire la strada verso i seggi.