Lascia il carcere per i domiciliari uno dei condannati in primo grado nel processo per l'autobomba di Limbadi, nel Vibonese, che il 9 aprile del 2018 uccise brutalmente il biologo 42enne Matteo Vinci e ferì gravemente il padre Francesco. Si tratta di Domenico Di Grillo, 73 anni di Limbadi, marito di Rosaria Mancuso, lo scorso 14 dicembre condannato a dieci anni per un'aggressione a Francesco Vinci, padre di Matteo, datata 2017. La decisione del Tribunale (QUI tutte le condanne), ricordiamo, ha escluso l'aggravante mafiosa.

La Corte d'Assise di Catanzaro ha accolto l'istanza dei difensori e ha concesso i domiciliari in virtù - come riporta la Gazzetta del Sud nell'edizione odierna - del tempo già trascorso in carcere, ovvero circa tre anni, dell'età e delle condizioni di salute.

La decisione di mandare ai domiciliari Domenico Di Grillo ha portato all'amarezza di Rosaria Scarpulla, madre di Matteo: "Matteo non c'è più e Ciccio (il marito, ndr) è come se non ci fosse più. La sua, la nostra non è più vita. E davanti a tanto dolore - si legge sulle colonne della Gazzetta - pensare e sapere che chi ci ha fatto del male sta tranquillamente a casa sua, nonostante la recente condanna, non fa che acuire il nostro dolore. Mi chiedo e chiedo: è giustizia questa?".

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