Colpo di spugna parziale sulle massime condanne inferte nel filone dello stralcio abbreviato del maxi-procedimento contro i clan del Vibonese. La Corte d’Appello di Catanzaro, sotto la presidenza del giudice Alessandro Bravin, ha messo la parola fine al secondo capitolo del secondo grado di giudizio, l'ormai noto "Appello bis".

Una pronuncia che recepisce in toto i dettami della Suprema Corte di Cassazione del maggio scorso, la quale aveva azzerato con rinvio i precedenti verdetti eliminando l'aggravante del reimpiego economico dei proventi illeciti (il comma 6 dell'articolo 416-bis). Il risultato è un sostanziale alleggerimento della morsa giudiziaria per la quasi totalità dei 29 imputati coinvolti, rimodellando la mappa delle sanzioni precedentemente stabilite.

Il tabellino della sentenza: tutte le nuove pene e i legali

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle decisioni emesse dal collegio giudicante, con il raffronto rispetto alle precedenti condanne e il relativo collegio di difesa:

  • Luciano Macrì (Vibo Marina): 20 anni (Pena confermata) – Difeso dagli avvocati Giuseppe Morelli e Giuseppe Zofrea.
  • Pasquale Gallone (Nicotera Marina): 15 anni (In precedenza: 19 anni e 8 mesi) – Difeso dall’avvocato Valerio Vianello Accorretti.
  • Francesco Antonio Pardea (Vibo Valentia): 14 anni e 4 mesi (In precedenza: 20 anni) – Difeso dagli avvocati Diego Brancia e Renzo Andricciola.
  • Domenico Macrì, detto “Mommo” (Vibo Valentia): 14 anni e 2 mesi (In precedenza: 19 anni e 10 mesi) – Difeso dagli avvocati Stefano Luciano e Salvatore Staiano.
  • Domenico Pardea (Vibo/Pizzo): 12 anni (In precedenza: 16 anni) – Difeso dagli avvocati Gaetano Scalamogna e Giuseppe Bagnato.
  • Luca Belsito (Pizzo): 11 anni e 8 mesi (In precedenza: 16 anni) – Difeso dagli avvocati Luca Cianferoni e Gabriella Riga.
  • Domenico Camillò (Vibo Valentia): 11 anni e 4 mesi (In precedenza: 15 anni e 4 mesi) – Difeso dagli avvocati Luca Cianferoni e Salvatore Sorbilli.
  • Michele Dominello (Vibo Valentia): 11 anni e 4 mesi (In precedenza: 14 anni e 8 mesi) – Difeso dall’avvocato Diego Brancia.
  • Giuseppe Lopreiato (Sant’Onofrio): 11 anni e 4 mesi (In precedenza: 14 anni e 8 mesi) – Difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Pamela Tassone.
  • Michele Pugliese Carchedi (Vibo Valentia): 11 anni e 4 mesi (In precedenza: 14 anni e 8 mesi) – Difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Raffaele Manduca.
  • Filippo Di Miceli (Piscopio): 10 anni e 8 mesi (In precedenza: 14 anni) – Difeso dagli avvocati Giosuè Monardo e Raffaele Manduca.
  • Sergio Gentile, alias “Toba” (Vibo Valentia): 10 anni e 6 mesi (In precedenza: 14 anni) – Difeso dagli avvocati Salvatore Sorbilli e Maria Emanuela Genovese.
  • Carmelo D’Andrea, alias “Coscia d’Agneiju” (Vibo Valentia): 10 anni (In precedenza: 13 anni e 6 mesi) – Difeso dagli avvocati Luca Cianferoni e Gianluca Fontana.
  • Carmelo Chiarella (Vibo Valentia): 9 anni e 8 mesi (In precedenza: 13 anni) – Difeso dagli avvocati Salvatore Sorbilli e Francesco Catanzaro.
  • Giovanni D’Andrea (Vibo Valentia): 9 anni e 4 mesi (In precedenza: 12 anni e 8 mesi) – Difeso dagli avvocati Diego Brancia e Luca Cianferoni.
  • Gregorio Giofrè (San Gregorio d’Ippona): 9 anni e 4 mesi (In precedenza: 13 anni e 4 mesi) – Difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Francesco Lojacono.
  • Francesco Gallone (Nicotera): 8 anni e 8 mesi (In precedenza: 11 anni e 3 crumbs) – Difeso dagli avvocati Paride Scinica e Guido Contestabile.
  • Raffaele Antonio Giuseppe Barba, detto “Pino Presa” (Vibo Valentia): 8 anni (In precedenza: 12 anni) – Difeso dagli avvocati Giuseppe Gervasi e Francesco Gambardella.
  • Paolo Carchedi (Vibo Valentia): 8 anni (In precedenza: 12 anni) – Difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Fabrizio Merluzzi.
  • Domenico Cracolici (Maierato): 8 anni (In precedenza: 10 anni e 8 mesi) – Difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Antonio Galati.
  • Nazzareno Franzè, detto “Paposcia” (Vibo Valentia): 8 anni (In precedenza: 12 anni) – Difeso dall’avvocato Walter Franzè.
  • Nicola Lo Bianco (Vibo Valentia): 8 anni (In precedenza: 10 anni e 8 mesi) – Difeso dagli avvocati Giosuè Monardo ed Elisabetta Polito.
  • Salvatore Lo Bianco, detto “u Gniccu” (Vibo Valentia): 8 anni (In precedenza: 10 anni e 8 mesi) – Difeso dagli avvocati Raffaele Manduca e Giuseppe Orecchio.
  • Michele Manco (Vibo Valentia): 8 anni (In precedenza: 12 anni) – Difeso dagli avvocati Walter Franzè e Antonio Barillaro.
  • Salvatore Morgese (Vibo Valentia): 8 anni (In precedenza: 10 anni) – Difeso dagli avvocati Santino Cortese e Diego Brancia.
  • Domenico Prestia (Vibo Valentia): 8 anni (In precedenza: 10 anni e 8 mesi) – Difeso dagli avvocati Letterio Rositano e Luca Cianferoni.
  • Pasquale D’Andrea (Vibo Valentia): 3 anni e 4 mesi (In precedenza: 4 anni e 4 mesi) – Difeso dall’avvocato Diego Brancia.
  • Cristiano Gallone (Nicotera): 3 anni, 5 mesi e 11 giorni (In precedenza: 3 anni e 8 mesi) – Difeso dall’avvocato Francesco Capria.
  • Filippo Orecchio (Vibo Valentia): Posizione rideterminata (In precedenza: 13 anni e 4 mesi) – Difeso dagli avvocati Mario Antinucci e Giuseppe Orecchio.

Il fronte delle Parti Civili

Nonostante lo sgretolamento dei tetti di pena, rimane intatta la trincea delle istituzioni schierate contro la criminalità organizzata. Nel processo si sono confermati come parti civili la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Interno e il Commissario straordinario antiracket e antiusura (tutti difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato).

A livello territoriale, l'azione civile è stata portata avanti dalla Regione Calabria (avv. Michele Rausei), dalla Provincia di Vibo Valentia (avv. Maria Rosa Pisani), dall'Associazione Antiracket provinciale (avv. Maria Antonietta La Monica) e da una fitta rete di Municipi del Vibonese difesi, tra gli altri, dai legali Domenico Paglianiti, Domenico Sorace, Massimiliano De Benetti, Domenico Talotta, Antonella Fava Smiriglia, Paolo Del Giudice e Maristella Paolì.