Maxi evasione fiscale: indagati commercialisti e noti imprenditori (NOMI)
Divieto di esercitare la professione applicato nei confronti di quattro commercialisti reggini. A dare corso all'ordinanza i finanzieri di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri. In più è stato disposto il sequestro preventivo di uno studio commerciale e di consulenza immesso in amministrazione giudiziaria, il sequestro di immobili, autoveicoli e risorse finanziarie per un valore complessivo di 8 milioni di euro nella disponibilità dei professionisti e degli imprenditori sottoposti alle indagini. Contestualmente, i finanzieri hanno dato esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza emesso nei confronti di ulteriori di due studi commerciali anch’essi immessi in amministrazione giudiziaria, nonché ad un Provvedimento di Perquisizione e sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – D.D.A..
L'indagine. L’operazione costituisce l’esito di un’articolata indagine che ha consentito di dimostrare che i professionisti riconducibili a tre studi commerciali e di consulenza operanti in Reggio Calabria e Milano, unitamente ad altri sodali, si sarebbero associati allo scopo di commettere delitti tributari: dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi, indebita compensazione, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
Le accuse. In particolare, allo stato delle emergenze investigative, tali illeciti sono stati realizzati attraverso: la creazione di fittizi crediti IVA da compensare con pregressi debiti tributari, l’esposizione nei bilanci d'esercizio di fatti non corrispondenti al vero, la presentazione di dichiarazioni fiscali fraudolente, il trasferimento fittizio della sede legale ovvero del domicilio fiscale delle imprese, la realizzazione di operazioni societarie straordinarie e la liquidazione delle imprese, con la finalità di rendere più difficoltosa l'azione di accertamento e di riscossione da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
Le aziende coinvolte. Risultano coinvolte aziende reggine operanti nei settori della ristorazione, delle costruzioni, dei trasporti, della raccolta rifiuti e del riciclo di materiale plastico, nonché nella vendita all’ingrosso ed al dettaglio di articoli di profumeria e nei servizi della cura della persona. Inoltre, alla luce delle attuali emergenze probatorie, a taluni degli associati è contestato anche il reato di cui all’art. 322 c.p. (Istigazione alla corruzione) in quanto al fine di indurre un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Roma a non contestare, nell’ambito di una verifica fiscale ad un loro cliente, violazioni amministrative per importi rilevanti gli hanno offerto, mediante l’intermediazione di un Dirigente in quiescenza della stessa Agenzia, una somma di denaro.
I nomi. Sono 44 gli indagati dal procuratore Giovanni Bombardieri e dai pm Stefano Musolino e Nicola De Caria che hanno firmato un decreto di perquisizione nei confronti del commercialista ed ex finanziere Salvatore Virzì, di altri commercialisti e di numerosi imprenditori reggini. Numerose le ipotesi di evasione fiscale o altri reati di natura tributaria contestata dalla Procura che nei confronti di 8 indagati ipotizza l’associazione a delinquere. Dalle indagini sarebbe emerso un sodalizio criminale messo in piedi dal commercialista Salvatore Virzì e da Giovanni Barilà, amministratore dello studio "Fiscality & Project Management srl". Nei loro confronti è stata disposta l’interdizione dalla professione di commercialista o consulente del lavoro così come per Antonino Malaponti e Riccardo Toscano. Sono indagati pure, per associazione, Claudia Piccolo, Carmela Caccamo, Domenico Diano e Salvatore Berlingeri.
