Vibo, i "Genitori responsabili" dicono "no" al ritorno in classe il 7 gennaio
"Pensare che la scuola in presenza, in questo particolare periodo storico, sia sicura vuol dire vivere lontano dalla realtà. Neanche la rigida messa in pratica dei protocolli, infatti, eviterebbe il contagio tra gli scolari. Prova ne è che il virus continua a circolare anche negli ospedali, laddove il protocollo è attuato da professionisti della salute, non da bambini, seppur consapevoli e volenterosi". Esordiscono così, in una lettera, i rappresentanti del Comitato dei "Genitori responsabili" attivo a Vibo Valentia. "Lo dicono i numeri -si evidenzia nella nota - quelli pubblicati da "Il Tempo" che oggi fa rilevare come da quando le scuole superiori hanno adottato la didattica a distanza è crollato l'indice di contagio per quella fascia di età, mentre è cresciuto per la fascia di età 0-9 che in quasi tutta italia ha continuato ad andare a scuola. Lo evidenzia la ricerca di Wired che ha calcolato oltre 65000 contagi avvenuti nelle scuole fino al 31 ottobre e prendendo in considerazione meno di un terzo delle scuole. Bisogna considerare, infatti, che la scuola non è un'isola, ma è ben inserita nel contesto sociale. Un contesto gravemente ferito dal virus. Un virus che non conosce porte o cartelli, ma che circola insieme alle persone".
"Ci rendiamo conto del fatto che il diritto all'istruzione è stato compresso con l'adozione della didattica a distanza, ma è ancor più vero che la didattica in presenza comporterebbe l'obbligo per i genitori di mandare a scuola i propri figli, a prescindere dai timori o dal desidero di tutelare loro o i soggetti a rischio che in famiglia li circondano. Questo è inaccettabile, comportando una compressione del diritto alla salute e una limitazione della libertà personale e di orientamento della vita familiare. Sebbene in condizioni normali la scuola in presenza sia fondamentale ed irrinunciabile, nel peculiare -ma transitorio- periodo che stiamo vivendo, riteniamo accettabile una temporanea alterazione delle modalità di fruizione del diritto alla istruzione, al fine di salvaguardare la vita umana ed il diritto alla salute".
"D'altronde - concludono - proprio l'applicazione dei protocolli governativi, già comporta la limitazione del diritto allo studio di tutti gli studenti che presentino anche solo uno dei sintomi compatibili con il virus, costretti a dover rinunciare persino alla didattica a distanza. Per questi motivi e preoccupati perchè nonostante la fatidica data del 7 gennaio si avvicini non si stanno prendendo neanche le più semplici misure di sicurezza, quali i tamponi per personale scolastico, abbiamo dato vita al Comitato Genitori Responsabili attraverso il quale abbiamo lanciato una petizione online chiedendo la chiusura di tutte le scuole anche dopo il 7 gennaio e, in subordine, la possibilità di scegliere tra didattica a distanza e didattica in presenza".
"La petizione, in meno di 24 ore è stata già firmata da oltre 800 persone (ed il numero di firme cresce di minuto in minuto). Invitiamo chiunque condivida la nostra visione ad aderire al gruppo facebook "Comitato Genitori Responsabili" ed a firmare la petizione".
