Una condizione clinica delicata che si scontra con ritardi e mancate verifiche sanitarie, alimentando timori per conseguenze irreparabili. È la vicenda di Sandro Scariato, detenuto 40enne originario di Taurianova, ristretto nel carcere di Bari e affetto da leucemia mieloide cronica, per il quale – secondo la denuncia dei difensori – mancherebbero da mesi i controlli medici indispensabili.

A segnalare la situazione sono gli avvocati Giuseppe Alvaro e Girolamo Albanese, del Foro di Palmi, che parlano di un quadro “gravissimo”. L’uomo, detenuto dal dicembre 2025, prima dell’ingresso in carcere era seguito presso il reparto di ematologia dell’ospedale di Catanzaro, dove effettuava monitoraggi periodici della malattia.

Secondo quanto riferito, già nel corso del 2025 era stata rilevata una ripresa della patologia, con la necessità di intensificare gli accertamenti. Tuttavia, dall’inizio della detenzione, tali controlli non sarebbero più stati eseguiti. In particolare, mancherebbe l’esame qPCR, ritenuto fondamentale per valutare l’evoluzione della leucemia e orientare le terapie.

Nonostante segnalazioni e richieste di visite specialistiche avanzate anche dai sanitari nei diversi istituti penitenziari in cui il detenuto è stato trasferito – da Palmi a Siracusa fino a Bari – gli accertamenti non sarebbero stati effettuati. Il trasferimento nel capoluogo pugliese, disposto proprio per garantire le cure, non avrebbe finora prodotto risultati.

I legali evidenziano il rischio concreto di un aggravamento delle condizioni di salute e la possibile perdita della cosiddetta “finestra terapeutica”. Presentate istanze alla magistratura di sorveglianza e solleciti alle autorità sanitarie, mentre i familiari, preoccupati, hanno deciso di rendere pubblica la vicenda.