L’Università Magna Graecia di Catanzaro partecipa con profondo cordoglio al dolore della famiglia per la scomparsa della dottoressa Catia Viscomi, giovane specialista in oncologia, deceduta dopo un lungo periodo di coma dovuto a complicazioni insorte durante il parto.

Catia Viscomi, cresciuta professionalmente all’interno dell’Ateneo catanzarese, è ricordata come una donna sensibile, appassionata e dedita con costanza alla propria formazione e alla cura del prossimo. La sua vicenda, definita dal Rettore “dolorosa e ingiusta”, lascia un vuoto non soltanto nella vita dei suoi familiari, ma anche nell’intera comunità universitaria.

Il rettore Giovanni Cuda, a nome della governance, dei colleghi e degli studenti, ha espresso vicinanza alla famiglia:
“In questo momento di grande tristezza esprimo la più sentita vicinanza ai familiari, con l’auspicio che possano trovare giustizia e conforto. La memoria della dottoressa Catia Viscomi resterà viva nell’Ateneo come esempio di impegno, umanità e coraggio”.

Catia Viscomi è morta, dunque, dopo oltre un decennio trascorso in stato vegetativo: la donna era ricoverata in una struttura sanitaria di Crotone dal maggio del 2014, quando entrò in coma subito dopo la nascita del suo primo figlio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, durante il parto si verificarono gravi omissioni nei controlli post-operatori. In particolare, non venne rilevata per tempo la mancanza di ossigenazione, che causò danni cerebrali irreversibili. I dispositivi di monitoraggio, progettati per avvisare il personale in caso di parametri vitali anomali, risultavano disattivati al momento dell’emergenza. L’inchiesta rivelò che fu l’anestesista di turno, Loredana Mazzei — successivamente deceduta — a chiederne la disattivazione, infastidita dai segnali acustici.

Sulla vicenda intervenne la Procura di Catanzaro, che aprì due fascicoli d'indagine. Tuttavia, non furono accertate ulteriori responsabilità penali oltre a quelle già note.