Una mattinata di ordinaria viabilità si è trasformata in una tragedia di proporzioni immani lungo l'autostrada A63, nel sud-ovest della Francia. Un centinaio di veicoli sono rimasti coinvolti in un colossale tamponamento a catena nei pressi di Saint-Geours-de-Maremne, causato da un improvviso peggioramento delle condizioni meteo che ha reso il manto stradale impraticabile.

Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno due vittime. Le testimonianze raccolte sul posto descrivono scenari apocalittici, con lamiere accartocciate per centinaia di metri. Il sindaco di Saint-Geours-de-Maremne, Mathieu Diriberry, ha descritto la carreggiata come una vera e propria «pista di ghiaccio», aggiungendo che la combinazione di pioggia e nevischio ha reso «complicato persino camminare» per i soccorritori giunti sul posto.

Tra i mezzi coinvolti nel maxi-incidente figura anche un autobus della compagnia FlixBus, immatricolato in Portogallo. Il mezzo era partito da Parigi ed era diretto a Madrid con a bordo 43 passeggeri e due autisti. Secondo quanto confermato dalla società a Euronews, una delle vittime dell'incidente viaggiava proprio a bordo del loro pullman.

La dinamica del coinvolgimento del bus è stata ricostruita dalla compagnia: il conducente avrebbe frenato bruscamente per evitare un ostacolo, venendo però colpito con violenza da dietro da un altro pullman. L'impatto ha spinto il FlixBus contro un camion, rendendo fatale lo scontro per uno dei passeggeri.

Mentre le autorità francesi lavorano per determinare le circostanze esatte della collisione, emerge il tema della sicurezza preventiva. FlixBus ha precisato in un comunicato che il tratto di strada teatro della tragedia «non era incluso nelle restrizioni al traffico emanate dalle autorità», nonostante le evidenti difficoltà meteorologiche.

Per i passeggeri superstiti è stata una giornata di puro terrore. La compagnia ha noleggiato un autobus sostitutivo per consentire a chi non ha riportato ferite gravi di raggiungere le destinazioni finali di Bilbao e Madrid, mentre molti altri hanno preferito utilizzare mezzi alternativi per lasciare il luogo del disastro.