Grande partecipazione sabato scorso al trentennale del Cenacolo “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paola. La ricorrenza si è svolta in un clima di fede e di grande emozione nella chiesa parrocchiale di S. Maria di Porto Salvo.

Tantissime le presenze, circa cinquecento, con arrivi non solo da Paola – dove la figura di Natuzza, profondamente legata a San Francesco, è per tutti un punto di riferimento - ma anche dagli altri centri del comprensorio e della Provincia di Cosenza dove operano altri cenacoli di preghiera spesso presenti nella Villa della Gioia di Paravati di Mileto. Due i momenti. Uno culturale e l’altro con una celebrazione eucaristica molto sentita, presieduta da parroco don Antonio Adamo. Nel corso del momento culturale dopo l’introduzione del parroco ha relazionato Vincenzo Varone che ha raccontato la spiritualità e il percorso umano di Natuzza Evolo, attraverso anche le testimonianze da lui raccolte come cronista e autore di libri.

E’ seguito l’intervento di Caterina Fogliaro, responsabile e tra i fondatori 30 anni fa del Cenacolo di Paola che ha raccontato il cammino del gruppo di preghiera. Tra i presenti Anna Maria Odoardi, responsabile diocesana dei cenacoli, Maria Teresa Spanò e l’ex sindaco di Paola Giovanni Gravina, tra i più attivi sostenitori a suo tempo del Cenacolo di Paola e una delegazione di Paravati composta, da Antonio Furci e Francesco Nesci. Presenti anchei rappresentanti di diverse associazioni. L’evento, accompagnato da una ricca e suggestiva mostra fotografica sulla vita del Cenacolo della città di Paola e in particolare dei suoi pellegrinaggi a Paravati e dei momenti di preghiera e di incontro, ha registrato anche la consegna di due targhe ricordo al parroco don Antonio Adamo e a Vincenzo Varone.

LA STORIA DEI CENACOLI

I primi cenacoli voluti da Natuzza videro la luce in un clima di grande entusiasmo, il 15 settembre del 1994. Fu la stessa mistica diversi anni fa a spiegare dettagliatamente perché ha voluto che nascessero questi gruppi di preghiera dedicati al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime.

Questo il suo racconto: La Madonna mi ha detto che Gesù è triste. Il mondo rinnova continuamente la sua crocifissione, quindi c’ è bisogno di fare penitenza e di pregare molto. Allora io ho detto alla Vergine: “Ordinatemi, Madonna mia e io faccio tutto quello che volete”. E Lei mi ha risposto: “Parla con tutti i tuoi amici di fare un cenacolo in ogni famiglia, pure di tre o quattro persone. Cominciano così e poi piano piano s’ingrandiscono e la preghiera aumenta. Se fatto con fede e di continuo, se fatto con amore e senza fanatismo può crescere, può amare, può invogliare gli altri e il Signore sarà certamene più contento, perché alleggeriamo il suo dolore”. Io ho parlato con le persone e a poco alla volta i Cenacoli sono aumentati. La Madonna adesso è tanto contenta, però ogni volta mi dice “Crescete e moltiplicatevi perché questa preghiera giova tanto per la riparazione dei peccati del mondo e per salvare i giovani”.

Da qui la nascita dei Cenacoli di preghiera, riconosciuti poi ufficialmente dall‘ordinario diocesano il due febbraio del 1999 e oggi sparsi in ogni angolo del mondo: Canada, Stati Uniti d’America, Australia, Germania e tanti altri paesi.Una presenza attiva e costante che non è mai venuta meno e che si nota ad ogni celebrazione: dalla festa della mamma che si tiene nel mese di maggio alle celebrazioni che si svolgono nella seconda decade del mese di novembre per ricordare l’arrivo (13 novembre 1993) della statua del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, realizzata dallo scultore Conrad Moroder di Ortisei su indicazione di Natuzza Evolo che vedeva la Vergine Maria come “una ragazza bellissima di 15/16 anni, vestita di bianco, con la pelle scura, sollevata da terra e tutta piena di luce”.