Sale a quattro il bilancio del crollo nel cantiere di un supermercato a Firenze. I vigili del fuoco, che hanno lavorato tra le macerie tutta la notte, hanno recuperato il quarto cadavere. Al momento dunque resta disperso un solo operaio. L'incidente si è verificato la mattina del 16 febbraio in via Mariti, vicino a Novoli, dove è in corso la costruzione di un supermercato Esselunga: avrebbe ceduto una trave di cemento lunga 20 metri che reggeva un solaio, crollando sugli operai. Sono 8 le persone coinvolte. Aperta un'inchiesta per omicidio colposo plurimo.

Le operazioni
Sempre nel corso delle notte era stato recuperato il corpo di un'altra delle vittime già individuate nel tardo pomeriggio di ieri tra le macerie del cantiere di via Mariti. L'incidente è stato causato dal cedimento di una trave che ha provocato un crollo a catena dei solai: otto le persone travolte tra gli operai impegnati nella costruzione di un supermercato Esselunga. Le operazioni dei vigili del fuoco, impegnati ieri in 50 nelle operazioni di ricerca e scavo, proseguono per trovare l'ultimo operaio che ancora manca all'appello. Tra le vittime un italiano di 60 anni, Luigi Coclite, di origine nordafricana le altre. Tutti originari della Romania i tre feriti. Oggi proclamato il lutto cittadino a Firenze - con un minuto di silenzio alle 15, col sindaco Dario Nardella che sarà presente in piazza della Signoria - e quello regionale in Toscana.

Le parole del sindaco Nardella
"Quello che è successo è terribile. E nella basilica della Natività abbiamo pregato per le vittime del cantiere, si è creato un filo tra la Terra Santa e Firenze. È una ferita gravissima, terribile, non ricordo un momento così, un incidente simile". Così il sindaco di Firenze Dario Nardella in un'intervista al "Corriere della Sera" dopo il crollo nel cantiere. "Una tragedia accentuata dalla drammatica attesa per l’esito delle ricerche degli operai sotto le macerie, che verosimilmente dureranno tutta la notte come mi ha detto la comandante dei Vigili del fuoco. Una ferita terribile - sottolinea - sia per le vite strappate che per le modalità dell’accaduto. È inaccettabile che in una potenza economica come è l’Italia ci siano operai che muoiono in un cantiere".