“Spiagge accessibili”: Ri-Generazione Briatico attacca l’Amministrazione Vallone
La minoranza chiede interventi urgenti sulle spiagge libere comunali: “Il diritto al mare non può dipendere dalla presenza di un lido privato. Servono servizi stabili, programmazione e fatti concreti”

Il diritto al mare deve essere garantito a tutti e non può dipendere dalla possibilità di accedere a uno stabilimento privato. È questo il punto centrale della presa di posizione del gruppo consiliare di minoranza “Ri-Generazione Briatico”, che interviene dopo la denuncia pubblica dell’Associazione Luca Coscioni sulle difficoltà incontrate dalle persone con disabilità lungo il litorale briaticese.
Il gruppo guidato dal capogruppo Giusy Staropoli, insieme ai consiglieri Costantino Massara e Francesco Arena, esprime «piena condivisione» rispetto alla segnalazione dell’associazione e richiama l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Lidio Vallone alla necessità di intervenire con urgenza.
«L’intervento dell’Associazione Luca Coscioni pone una questione di civiltà che non può essere ignorata – afferma la minoranza –. Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di intervenire affinché il diritto al mare sia realmente garantito a tutti».
Nel mirino del gruppo consiliare c’è anche quanto annunciato dall’Amministrazione nell’agosto 2025, quando il Comune aveva comunicato l’adesione al progetto regionale “Calabria inclusiva: un viaggio per tutti”, rendendo nota la disponibilità di due sedie JOB e due passerelle destinate a favorire l’accesso al mare delle persone con disabilità.
«Nello stesso comunicato – ricorda Ri-Generazione Briatico – l’Amministrazione invitava i gestori dei lidi balneari a richiedere tali ausili durante la stagione estiva. È proprio qui che nasce la nostra perplessità».
Secondo la minoranza, infatti, l’accessibilità non può essere affidata esclusivamente agli operatori privati. «Se Briatico ambisce a definirsi “Città del Mare”, il diritto di una persona con disabilità a entrare in acqua non può dipendere dalla presenza di uno stabilimento balneare privato e, di fatto, dalla possibilità di sostenere un costo».
Per i consiglieri, il tema riguarda soprattutto le spiagge libere comunali, che dovrebbero essere rese fruibili da tutti. «L’accessibilità non può essere demandata esclusivamente ai privati, ma deve essere garantita innanzitutto sulle spiagge libere comunali, che appartengono a tutti».
La minoranza richiama anche uno dei temi centrali della campagna elettorale dell’attuale maggioranza, quello della costruzione di una “Città Solidale”. «Una città è solidale quando garantisce concretamente i diritti delle persone più fragili, non quando si limita ad annunciarli nei programmi elettorali o nei comunicati istituzionali».
Nel documento viene inoltre affrontato il tema della gestione del comparto turistico e balneare, alla luce dei recenti sequestri che hanno interessato alcuni lidi del territorio a causa dei ritardi nelle concessioni da parte del Comune.
«Dopo i sequestri che nei giorni scorsi hanno interessato alcuni lidi del territorio – sostiene Ri-Generazione Briatico – e con le inevitabili difficoltà create agli operatori turistici nel pieno della stagione estiva, emerge ancora una volta la necessità di un’Amministrazione capace di programmare, prevenire e governare le criticità, anziché rincorrerle».
Sul fronte dell’inclusione, il gruppo consiliare chiede quindi un intervento immediato: «Almeno una spiaggia libera comunale venga resa immediatamente pienamente accessibile, con passerelle, sedie JOB, servizi dedicati e un’organizzazione stabile che garantisca alle persone con disabilità il diritto di vivere il mare in autonomia, sicurezza e dignità». La critica della minoranza si allarga poi all’azione amministrativa complessiva. «Dopo sei anni di amministrazione, Briatico continua a dare l’impressione di essere governata rincorrendo le emergenze anziché prevenirle. Dai problemi che hanno investito il comparto balneare fino alla mancata piena accessibilità delle spiagge pubbliche, emerge il limite di un’Amministrazione troppo spesso approssimativa, sempre un passo indietro rispetto alle esigenze del territorio».
La conclusione è un richiamo alla necessità di trasformare gli annunci in interventi concreti. «L’inclusione non si misura con gli annunci, ma con le opere. Non con i comunicati, ma con i servizi. Non con le promesse, ma con i diritti garantiti».
E il messaggio finale del gruppo è affidato a uno slogan: «Più passerelle sulle spiagge, meno passerelle nelle piazze. Perché una città è davvero “Città del Mare” e “Città Solidale” solo quando il mare è davvero di tutti».
