Attentati a Vibo Valentia e Catanzaro, una valanga di solidarietà
Una valanga di solidarietà per il Comitato editori vibonesi, dopo l’episodio avvenuto nella serata di ieri con l’incendio di un portone di Palazzo Gagliardi a Vibo Valentia in uso proprio all’associazione impegnata nella promozione dell’editoria locale. Non solo, è stata data alle fiamme anche una automobile della nota concessionaria Bencivenni di Catanzaro.
«Teniamo alta l'attenzione sui preoccupanti episodi criminali che continuano a verificarsi in Calabria. Nella certezza che le forze dell'ordine faranno presto piena luce su questi episodi, voglio assicurare la costante attenzione del Viminale sul tema del contrasto alla criminalità in Calabria. In tale direzione ho programmato fin dal mio insediamento una serie di incontri istituzionali con le autorità di governo e i vertici delle forze dell'ordine delle province calabresi, sia per approfondire le dinamiche criminali sul territorio, sia per avviare un confronto permanente sulle più opportune iniziative volte a sostenere l'azione di contrasto», ha affermato il sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, Wanda Ferro.
Ad esprimere solidarietà anche il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso: «Le intimidazioni che ultimamente hanno interessato la Concessionaria Auto Bencivenni di Catanzaro e il Comitato editori vibonesi, suscitano ulteriore preoccupazione per la condizione di generale disagio che non garantisce a imprenditori e cittadini il diritto ad agire e operare in tranquillità e sicurezza. – ha scritto in una nota - Per la difesa della legalità e delle energie positive di una Calabria onesta e intraprendente che produce ricchezza e innovazione, a costo di tanti sacrifici e in una congiuntura di acuta crisi economica, occorre l’impegno attivo dell’intera comunità».
«Un gesto che offende la città di Vibo Valentia e tutti coloro che hanno a cuore il sapere, la storia ed i valori». È senza giri di parole lo sdegno del consigliere regionale e coordinatore regionale in Calabria di “Italia al Centro”, Francesco De Nisi, il quale ha espresso ferma condanna «per un atto vile, che mira a ferire la nostra sensibilità e la straordinaria tradizione culturale e civile della città di Vibo Valentia». Inoltre, non esita a sottolineare che in casi del genere occorre «fare i conti con gli incivili e con l'ignoranza» e che ciò «ci deve far riflettere sulla necessità di protezione e sicurezza degli immobili e dei luoghi simbolo delle nostre città».
Per il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, «chi ha provato a dare fuoco al portone di Palazzo Gagliardi, ha compiuto un gesto che non è solo contro il Comitato editori vibonesi, che lì ha sede e a cui va tutta la mia vicinanza e solidarietà, ma che danneggia, nel suo valore simbolico, tutta la città di Vibo Valentia. Non ci si rende conto che più affonda la Calabria, più affondiamo tutti noi, nessuno escluso, compreso chi compie questi crimini».
«A poche ore dal grave atto intimidatorio nei confronti di una nota concessionaria di auto di Catanzaro – dopo che in precedenza nel capoluogo si erano verificate una sparatoria per strada e la morte di due persone nello scoppio di un ordigno – l'elenco si allunga con la notizia dell'incendio appiccato al portone di palazzo Gagliardi, in uso al Cev, il Comitato editori vibonesi. Un gesto che colpisce al cuore la comunità di Vibo, la sua storia e quella di quanti credono nella cultura come strumento di riscatto e crescita sociale», è quanto affermato, invece, dal segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese.
«Di fronte ad atto così vile e riprovevole – ha detto il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Pietro Falbo, commentando l’attentato a Bencivenni - la nostra reazione non può che essere una condanna unanime, forte e decisa. È questa un’azione intollerabile non solo in sé e nelle modalità di esecuzione, ma nell’inquietante tentativo di colpire una fiorente attività produttiva». La vicinanza della Camera di Commercio e di tutti coloro che fino ad ora sono intervenuti, è riferita anche alla magistratura e alle forze dell’ordine.
Ritornando a Vibo Valentia, anche il presidente del consiglio comunale, Rino Putrino, ha condannato «il vile quanto deprecabile episodio del tentativo doloso di incendio ad una porta del nobiliare palazzo vibonese, che ripropone tristemente la nostra amata Vibo alla cronaca per circostanze ben lontane dalle connotazioni socio-culturali e turistiche che l’hanno da sempre distinta». A margine di tali azioni riprovevoli, «la frustrazione alimentata dal disagio sociale diffuso nella società e la mancanza di senso civico sono segni inequivocabili di una situazione di stallo dalla quale occorre tempestivamente tirarsi fuori».
Ferma condanna è arrivata anche da Claudia Gioia, segretaria cittadina di Azione. «Le istituzioni e la politica devono reagire fattivamente partendo dall'installazione delle telecamere ed attivando processi di rafforzamento dei processi culturali per arginare il dilagare della sub cultura criminale», ha asserito.
