La prevenzione non è solo una scelta sanitaria, ma un impegno collettivo. È questo il messaggio emerso con forza questa mattina a Vibo Valentia, in occasione della conferenza stampa di lancio della Settimana Mondiale del Glaucoma. L’iniziativa, promossa dall'UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) con il pieno supporto dell’amministrazione comunale, mira a contrastare una malattia definita spesso "ladra silenziosa della vista".

All’incontro, tenutosi presso la sede del Comune, hanno partecipato figure chiave del territorio. Oltre al sindaco Enzo Romeo, erano presenti il presidente provinciale UICI Giuseppe Bartucca, i medici Marco Ferrise e Tommaso Carchedi (per l’ASP di Vibo Valentia), il rappresentante AVIS Fernando Cirucci e il consigliere regionale Vito Pitaro.

Il sindaco Romeo ha aperto i lavori definendo la prevenzione «un fatto fondamentale», ricordando come diagnosi precoci possano evitare complicazioni invalidanti. Concetto ribadito da Giuseppe Bartucca, che ha ricordato come il milione di italiani che convive con il glaucoma rappresenti un segnale d'allarme che impone un'azione capillare di sensibilizzazione.

Entrando nel merito clinico, il dott. Marco Ferrise ha chiarito i fattori di rischio principali: dall'età avanzata al diabete, passando per la miopia e la pressione oculare alta, che minacciano direttamente l'integrità del nervo ottico.

In questo contesto, il sistema sanitario locale gioca un ruolo di primo piano. Il dott. Tommaso Carchedi ha sottolineato l'eccellenza dell'ASP di Vibo Valentia: «Siamo tra le poche realtà in grado di garantire sei esami del campo visivo al giorno, a cui si aggiungono giornate dedicate esclusivamente alla misurazione della pressione oculare». Un servizio prezioso che si intreccia con le attività di monitoraggio offerte dai donatori AVIS, come spiegato dal dott. Fernando Cirucci, e con l'azione di stimolo portata avanti nelle sedi istituzionali dal consigliere regionale Vito Pitaro, il quale ha ricordato che investire in informazione oggi significa ridurre i costi sociali e sanitari di domani.