Resta in carcere Gianluca Callipo, l’ex sindaco di Pizzo e presidente di Anci Calabria, arrestato lo scorso 19 dicembre nell’ambito dell’inchiesta Scott-Rinascita. Il Tribunale del Riesame non gli ha concesso nemmeno gli arresti domiciliari nonostante l’emergenza Coronavirus con i rischi annessi all’interno dei penitenziari. "Callipo –secondo i giudici - potrebbe continuare a delinquere anche da casa”. Motivazione che ha fatto letteralmente saltare dalla sedia Franco Corbelli, leader del Movimento “Diritti civili”. "E’ incredibile – ha commentato – quello che è stato scritto. Ovvero che Callipo anche dai domiciliari potrebbe continuare a delinquere”. Insomma, al di là dell’aspetto umano, “l’ex primo cittadino di Pizzo è atteso a casa dalla moglie e dai suoi due figli”, questo dimostra secondo Corbelli “che hanno trattato alla stregua del peggiore dei mafiosi un ragazzo di 37 anni che in 10 anni di attività politica non aveva mai ricevuto neppure un avviso di garanzia".

Una nuova istanza, peraltro, è stata respinta nei giorni scorsi. E il legale di Callipo ha già fatto ricorso. Ora, in piena emergenza Coronavirus, peraltro, "non sussiste quindi più né la possibilità di reiterazione del reato, né di inquinamento delle prove (o presunti tali e comunque già acquisite), né certamente, in questo particolare momento, di fuga". Una decisione che in Italia viene presa nei confronti di molti detenuti come lui, "socialmente non pericolosi". Dunque, "si concedano i domiciliari – conclude Corbelli – a lui e ad altri indagati ancora detenuti che proclamano la propria innocenza mentre la minaccia del Covid-19 continua a dilagare per le carceri".