'Ndrangheta e politica, con Stefanaconi sono 4 i Comuni sciolti in un anno nel Vibonese
Si insedierà domani la triade di commissari -due viceprefetti ed un funzionario economico-finanziario - destinata a guidare per i prossimi 18 mesi il Comune di Stefanaconi, sciolto nei giorni scorsi per sospette infiltrazioni mafiose.
La decisione è arrivata a quasi 10 mesi dall'insediamento della commissione d'accesso agli atti che ha verificato rapporti, parentele e frequentazioni dell'intera amministrazione comunale, oltre che atti relativi ad appalti, affidamenti, rilascio di licenze in materia edilizia e commerciale, contributi ed altre erogazioni economiche.
La situazione sarà, tuttavia, più chiara, quando si potranno leggere le motivazioni dello scioglimento con le relazioni poste a corredo.
Come noto, il sindaco di Stefanaconi Salvatore Solano era stato coinvolto nell'inchiesta Petrolmafie, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ed il primo dicembre scorso era stato condannato in primo grado ad un anno di reclusione per il reato di corruzione elettorale ma con l'esclusione dell'aggravante mafiosa. Solano era stato assolto anche dalle accuse di corruzione e di concorso in turbativa d'asta anche queste -secondo l'accusa rappresentata dalla Dda - con l'aggravante mafiosa.
A giudicare dalla reazione del primo cittadino, sembra abbastanza scontato che la sua intenzione sia quella di presentare ricorso al Tar contro lo scioglimento non appena verranno rese note le motivazioni della sentenza.
Quello di Stefanaconi è il quarto consiglio comunale sciolto nel giro di un anno. Prima era stata la volta di Acquaro, Capistrano e Tropea. Al momento la commissione d'accesso agli atti è al lavoro nei comuni di Filadelfia e Mileto, oltre che nell'azienda sanitaria provinciale. Indenne è uscito, ad oggi, solo il Comune di Nicotera che, a conclusione degli accertamenti da parte della commissione d'accesso agli atti, non è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.
