Morte di Mariella Tamborrino, non luogo a procedere per l'unico imputato
Confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro la sentenza di non luogo a procedere emessa dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Crotone, nei confronti di Michele Cavallo, accusato di omicidio volontario, sequestro di persona, lesioni volontarie e violenza privata nei confronti di Mariella Tamborrino, rigettandone quindi l’appello proposto dal pubblico ministero.
La sentenza. La Procura della Repubblica del Tribunale di Crotone, inizialmente, aveva ipotizzato l’accusa di istigazione al suicidio nei confronti di Cavallo per aver indotto Mariella Tamborrino, alla quale era legato da una relazione sentimentale a gettarsi dal quinto piano di casa sua. Successivamente, è stata rivista la posizione di Cavallo, contestando all’imputato il reato di omicidio volontario. Il Procuratore Generale, nel corso dell’udienza alla Corte d’Assisi d’Appello di Catanzaro, invece, al termine di una articolata requisitoria ha concluso per il rigetto dell’appello proposto dal pubblico ministero di Crotone, riconoscendo la assoluta correttezza della sentenza di proscioglimento da tutti i reati del primo Giudice.
Il commento. “A distanza di ben nove anni e a seguito di una complessa udienza preliminare in primo grado in cui, su impulso della difesa di Cavallo - rappresentata in entrambi i gradi di giudizio dagli avvocati Franco Sammarco, Anna Spada e Paolo Sammarco - il gup è dovuto intervenire più volte sollecitando il pubblico ministero a specificare e circostanziare meglio l’imputazione di omicidio, l’innocenza di Michele Cavallo è stata confermata anche dalla Corte d’Assise d’Appello”.
