Cocaina e hashish dalla Calabria nelle piazze della capitale: sei misure cautelari
Corrieri incensurati, telefoni criptati, messaggi in codice e droga, tanta droga. Hashish e cocaina di cui si rifornivano direttamente da alcuni gruppi criminali in Calabria. "Fumo" e "polvere bianca" che servivano a rifornire alcune delle piazze di spaccio di Tivoli - in provincia di Roma - e del quadrante est della Capitale. A capo del sodalizio criminale -scrive il quotidiano Roma Today - un 40enne originario di Palestrina ed un 51enne romano. Complici nell'attività di approviggionamento dal sud Italia e nell'attività di spaccio altri quattro uomini - tutti romani di età compresa tra i 53 ed 45 anni - con altri due corrieri già arrestati in precedenza dopo essere stati trovati con ingenti quantitativi di sostanza stupefacente di ritorno dai loro viaggi dal sud Italia. Associati in carcere i primi due, il resto della banda è stato sottoposto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono tutti indiziati di spaccio di sostanze stupefacenti. A decapitare la banda gli investigatori della squadra mobile di Roma.
Secondo quanto accertato nel corso delle investigazioni, cominciate nel dicembre del 2021, la banda si riforniva di cocaina ed hashish effettuando con frequenza viaggi a Bosco Strisce, frazione del comune di Rosarno (in provincia di Reggio Calabria). Viaggi stupefacenti, che uno dei sodali effettuava con un furgone a noleggio per conto di una ditta di trasporti. Caricata la droga la merce veniva in un primo momento portata a Tor Tre Teste, dove viveva uno dei capi dell'organizzazione.
Nella primavera dello scorso anno un primo scossone alla banda. Un corriere, fermato al casello dell'autostrada di Roma est il 12 marzo del 2021 e trovato in possesso di un carico di quasi 15 chili di cocaina. Un duro colpo, come accertato in una conversazione fra i capi della banda: "C'ho avuto un grosso problema perchè se non avevo pagato a lui avevo iniziato i lavori...perchè il 12 marzo è cascato questo qua sul casello l'hanno fermato...veniva da giù (la Calabria ndr)". "Quindici pacchi...via Genova, la Questura c'ha spaccato il culo". con il 40enne che riferì anche della necessità di sostenere economicamente la famiglia del corriere arrestato: "...alla moglie sto a dà mille e cinque al mese, questo lavora mica era 'no sbandato, ha perso il posto è un amico mio de vita anzi che non c'ha vennuto".
Le indagini, avviate nel dicembre del 2021 sul mercato degli stupefacenti tra la zona est di Roma e quella di Tivoli - inizialmente condotte su soggetti già noti alle forze dell’ordine - hanno poi consentito di individuare in breve tempo le figure di rilievo nella realizzazione dell'attività di approvvigionamento e di successiva cessione di diverse tipologie di stupefacente di ingente quantità, come dimostrato dai sequestri operati nel corso dell’attività investigativa per un totale di 20,747 chili lordi di cocaina e di 9,726 chili lordi di hashish.
L’attività investigativa ha quindi di consentito di dimostrare la particolare attenzione dell’organizzazione nella prosecuzione dell'attività di traffico di sostanze stupefacenti successiva al vuoto creato dai due corrieri arrestati. Oltre a ciò la banda ha dimostrato la capacità di riorganizzare il traffico per ripianare le perdite economiche subite a seguito dell’attività repressiva svolta dalle forze dell’ordine con l’ingaggio di nuove figure. Nuovi sodali dotati di un elevato grado di versatilità nell’assolvimento di compiti diversificati tale da ottimizzare le risorse umane, e la professionalità nell’eludere i controlli grazie all’utilizzo di apparati telefonici criptati e la frequenza dei contatti con gruppi criminali in Calabria.
I gravi indizi di colpevolezza così raccolti a carico degli indagati, uniti alla gravità oggettiva dei reati contestati, data la ripetitività delle condotte delittuose di approvvigionamento e successiva cessione di differenti tipologie di stupefacente e la significativa consistenza dei riscontri effettuati su ingenti quantità di stupefacente, hanno consentito alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma di richiedere ed ottenere dal gip l’emissione dell’ordinanza applicativa di misura cautelare a carico degli indagati.
