'Ndrangheta nel Vibonese, Antonio Mancuso va ai domiciliari: "Condizioni di salute instabili"
La Corte di appello di Catanzaro ha disposto che Antonio Mancuso, 83 anni di Limbadi, condannato in primo grado per l'estorsione al tabaccaio di Nicotera Carmine Zappia, lasci il carcere per gli arresti domiciliari. I giudici hanno infatti accolto l'istanza dell'avvocato Giuseppe Di Renzo di sostituzione della misura cautelare visto "il tempo trascorso in regime di detenzione, l'età avanzata del Mancuso, i seri e concreti rischi per la salute descritti dal perito e testimoniati dall'ultimo ricovero d'urgenza eseguito per le 'scadenti e instabili condizioni di salute' il 18 dicembre, dopo che Mancuso aveva richiesto di essere dimesso dal polo sanitario contro il parere dei medici".
Antonio Mancuso, attualmente ricoverato in ospedale, sconterà quindi gli arresti domiciliari nel luogo di cura fin quando non verrà dimesso. A quel punto indicherà un altro luogo che potrà raggiungere "libero e senza scorta". Inizialmente, in relazione a un'altra istanza presso il Tribunale di Vibo, un perito aveva ritenuto compatibili le condizioni del Mancuso con la detenzione; la Corte d'Appello ha però disposto una nuova perizia a seguito della quale il procuratore aveva dato parere contrario ritenendo che la stessa escludesse profili di incompatibilità. I giudici, alla fine, hanno però disposto la scarcerazione.
