Come ormai succede da sei anni, il 6 maggio in molti si danno appuntamento in contrada Montalto, a Limbadi per ricordare la scomparsa di Maria Chindamo, avvenuta dinnanzi alla sua azienda in circostanze misteriose. La sua famiglia non ha mai smesso di lottare per conoscere la verità e soprattutto per avere la giustizia che merita.

Ogni anno Libera, insieme ad Agape, al comitato Controlliamo Noi Le Terre Di Maria e all’associazione Penelope Italia Odv, chiama a raccolta le forze sane che ancora esistono in questa terra, dalle associazioni alle istituzioni, al mondo della scuola, per riflettere e far riflettere, quest’anno il tema scelto è stata la violenza di genere, nelle sua varie sfaccettature, maturate in contesti differenti e soprattutto mafiosi.

All’appello hanno risposto Giuseppina Princi, vicepresidente della Giunta della Regione Calabria; Angelo Sposato, segretario regionale della CGIL Calabria, il vescovo della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea, il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e la Capitaneria di Porto, Giovanna Vingelli del Centro di Women’s Studies Milly Villa, l’Università della Calabria, la Referente regionale e nazionale Penelope Italia, Nancy Cassalia per il Comitato Controlliamo Noi le terre di Maria Chindamo, scuole, sindaci, alcuni parenti di vittime innocenti di mafia, testimoni di giustizia e tanta, tanta gente comune che con la sua presenza ha voluto dimostrare la vicinanza alla famiglia Chindamo e un forte messaggio di resilienza.