Giovani avvocati in visita al carcere di Vibo: tra criticità e progetti di reinserimento
La delegazione AIGA ha incontrato la direzione della Casa Circondariale nell’ambito del monitoraggio nazionale degli istituti penitenziari

Nella giornata di ieri, mercoledì 26 marzo, una delegazione della sezione vibonese dell'Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) ha fatto visita alla Casa Circondariale di Vibo Valentia, nell'ambito del programma nazionale di monitoraggio degli istituti penitenziari promosso dall'ONAC (Osservatorio Nazionale AIGA Carceri).
La delegazione e l'accoglienza
A rappresentare l'associazione forense erano presenti il presidente di sezione, avvocato Dario Garisto, insieme agli avvocati Davide Accorinti e Simone Brosio, quest'ultimo anche in qualità di referente provinciale dell'ONAC. La delegazione è stata accolta dalla Direttrice dell'istituto, dott.ssa Angela Marcello, e dal Vicedirettore Dott. Omar Melito.
Un confronto sulle condizioni dell'istituto
L'iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell'AIGA sul fronte del diritto penitenziario e della tutela dei diritti delle persone detenute. La visita ha offerto l'occasione per un confronto diretto sulle condizioni della struttura, sulle criticità operative – a partire dalla nota carenza di organico della Polizia Penitenziaria – e sui progetti di reinserimento sociale attualmente in corso. La Casa Circondariale di Vibo Valentia, come più volte denunciato dai sindacati di categoria, opera con un organico significativamente inferiore rispetto a quello previsto, circostanza che incide inevitabilmente sulla gestione quotidiana e sulla sicurezza del personale e dei detenuti. Ma nonostante i problemi legati alla struttura e alla atavica assenza dello Psichiatra in sede, sono varie le attività svolte all'interno della struttura: dal teatro ai laboratori per la lavorazione di infissi, oltre alla presenza di tutti gli strumenti necessari per l'attività sportiva. Un ulteriore passo avanti è stato fatto con la recente convenzione con il Comune di Vibo per l'impiego di detenuti in attività socialmente utili. Attività tutte importantissime per la rieducazione e il reinserimento in società.
L'impegno dell'AIGA per un carcere che rieduchi
«La visita di ieri rappresenta un momento importante di ascolto e conoscenza diretta della realtà carceraria vibonese», ha dichiarato il presidente Garisto. «Come giovani avvocati sentiamo la responsabilità di contribuire al dibattito su un sistema penitenziario che, in linea con il dettato costituzionale, deve essere orientato alla rieducazione e al reinserimento». La delegazione provvederà ora a redigere una relazione per l'ONAC, che confluirà nel monitoraggio nazionale sullo stato delle carceri italiane. L'obiettivo è costruire un dialogo costante con l'amministrazione penitenziaria e promuovere iniziative concrete a favore della dignità della pena e del recupero sociale dei detenuti.
