Vibo, ultimo giorno di lavoro per Totò Talesa, storico direttore del 118
Ultimo giorno di servizio per il direttore del 118 a Vibo e nell'area centrale della Calabria. Il dottor Antonio Talesa, all'età di 70 anni, lascia la postazione che per decenni, nel Vibonese e non soltanto, è stata quasi sempre associata alla sua figura. Medico attento, disponibile, prezioso in ogni circostanza, sempre proteso a vivere il lavoro come una missione al servizio del cittadino, non si è mai trincerato dietro la delicatezza delle sue funzioni. Uno di quei sanitari, insomma, che ha lasciato il segno, rimanendo uomo di primo soccorso anche quando ormai rivestiva incarichi dirigenziali.
Dagli sbarchi drammatici dei migranti, ultimo in ordine di tempo quello di domenica 29 ottobre a Vibo Marina all'emergenza Covid, fino alla campagna di vaccinazione, Antonio Talesa, per tutti Totò, è stato sempre in prima linea per fronteggiare le emergenze a 360 gradi con i pochi mezzi spesso a disposizione.
Originario e residente a Monterosso Calabro, centro del Vibonese che gli ha spesso tributato encomi tutt'altro che secondari, dopo la laurea in Medicina a Perugia, ha deciso di ritornare nella terra amara di Calabria, per porsi al servizio degli ultimi, nelle aree più disagiate, fino a scalare i ruoli dirigenziali dell'Asp senza per questo perdere il suo spirito originario. Punto di riferimento per tutti, giornalisti in primis, ha sempre garantito un servizio di informazione puntuale e rispettoso di ciascuno.
Stamane, commosso, ha lanciato un post dalla sua propria pagina facebook: "Con il volto bagnato dalle lacrime per la commozione legata al meraviglioso tributo che mi avete offerto per questi miei primi anni, non potendo materialmente stringervi uno ad uno in un forte abbraccio , utilizzo questa piattaforma per circondarvi in un cosmico abbraccio dal profondo del mio cuore". Un medico autentico che vive il lavoro al servizio e non per farsi servire, n0n avrebbe potuto congedarsi diversamente dal suo popolo, dopo aver combattuto per un servizio sanitario più dignitoso, per la crescita della medicina territoriale, per l'aumento di risorse e di servizi per il suo territorio.
