Scena muta, invece, per tutti gli accusati di essere capi promotori dell'associazione mafiosa e legati ai clan di Taurianova

Hanno scelto di non rispondere al gip l’ex sindaco Domenico Romeo e gli indagati finiti nell’operazione “Terramara” accusati di essere capi promotori dell’associazione mafiosa. Una giornata molto intensa per i gip impegnati negli interrogatori di garanzia agli indagati finiti nella maxi operazione sulle cosche di Taurianova coordinata della procura di Reggio Calabria.

Uno non parla, l'altro si difende Linea difensiva differente, quella adottata dai due politici arrestati. L’ex primo cittadino di Taurianova Domenico Romeo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo legale, l’avvocato Rocco Iorianni ha dichiarato che nei prossimi giorni la difesa chiederà al gip di sottoporre a interrogatorio Romeo, non appena abbia avuto modo di studiare tutto il materiale indiziario. Il legale ha aggiunto che nella prossima settimana ricorrerà al Tdl contro l’arresto. Si è difeso, invece, l’ex assessore Francesco Sposato, difeso dall’avvocato Antonio Romeo, accusato di associazione mafiosa. Una delle accuse che gli vengono mosse è di avere fatto pressioni su Romeo per l’assegnazione della gestione del cimitero di Iatrinoli ai suoi cugini Sposato. L’ex amministratore si è difeso sostenendo la sua estraneità alla vicenda producendo una delibera di giunta nella quale avrebbe votato contro l’assegnazione ai suoi parenti.

Il gruppo Sposato I tre presunti capi promotori dell’associazione mafiosa sarebbero i fratelli Carmelo (difeso dall’avvocato Guido Contestabile), Giuseppe (avvocato Alfredo Giovinazzo) e Giovanni Sposato. I primi due, secondo quanto appreso ieri, si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Giovanni Sposato è al momento latitante. Varonica Sposato (avvocato Romeo), invece, accusata di intestazione fittizia di beni, è passata dai domiciliari all’obbligo di firma subito dopo l’interrogatorio di garanzia. L’unico che ha risposto al gip è stato Francesco Domenico Sposato che si è professato innocente.

Il clan di riferimento Scena muta per tutti i capi promotori della cosca Zagari-Fazzalari-Viola negli interrogatori di garanzia. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere l’ergastolano Ernesto Fazzalari e la sua compagna Rosita Zagari, così come i due Salvatore Fazzalari (classe ’42 e ’67), Domenico Antonio Fazzalari e Carmelo Zagari.