La Corte d’appello di Reggio Calabria ha emesso la nuova sentenza nel troncone ordinario del processo Mandamento Ionico, riesaminato dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione. Il collegio giudicante ha assolto con formula piena Michele Carbone, Antonio Ietto (classe 1953), Giuseppe Ietto e Giuseppe Sergi dall’accusa di associazione mafiosa.

Per Antonio Ietto (1953), difeso dagli avvocati Carmelo Zinnarello e Cesare Placanica, è arrivata un’assoluzione senza riserve, così come per Michele Carbone, assistito dagli avvocati Antonio Alvaro e Giuseppe Belcastro, le cui tesi difensive erano già state valorizzate dalla Suprema Corte.

Diverso l’esito per altri imputati. Giuseppe Ietto, difeso dagli avvocati Sergio Laganà e Giuseppe Zampaglione, e Giuseppe Sergi, assistito dagli avvocati Carlo Morace, Emanuele Procopio e Marco Scudo, sono stati condannati a 8 mesi di reclusione per una contestazione di turbativa d’asta. Le difese hanno ribadito che l’episodio contestato non avrebbe potuto integrare alcun contributo, né diretto né esterno, all’associazione mafiosa.

Rideterminata anche la pena per Leonardo Policheni, difeso dall’avvocato Eugenio Minniti, ora fissata in 9 anni di reclusione.

Accolta inoltre la proposta di concordato in appello per Sebastiano Giorgi, assistito dagli avvocati Gianfranco Giunta e Francesco Fortuna, la cui pena è stata quantificata in 12 anni e 3 mesi. Concordato anche per Domenico Pelle, difeso dagli avvocati Luca Cianferoni e Antonio Giampaolo: la Corte lo ha condannato a 7 anni e 6 mesi, riconoscendo la continuazione con la condotta associativa già accertata nel processo Reale.

Infine, Arcangelo Mollica è stato condannato a 9 anni di reclusione, con l’esclusione della recidiva che era stata contestata in precedenza.