Un atto sacrilego ha scosso i fedeli e ha lasciato dietro di sé un senso di sconcerto e dolore palpabile.

Un'ombra oscura si è abbattuta sulla comunità cristiana con la profanazione della Chiesa "S. Maria ad Nives" a Bovalino Superiore.

Alcuni fedeli e collaboratori della parrocchia, giunti per preparare la celebrazione della Via Crucis, hanno scoperto l'indicibile profanazione. Forzando una porta laterale, individui ancora sconosciuti hanno penetrato nell'edificio sacro. Con intenti malvagi, hanno trafugato l'Ostia Magna e un prezioso medaglione reliquiario della Madonna, lasciando dietro di sé un segno indelebile di disprezzo e mancanza di rispetto per la sacralità del luogo.

Il parroco don Rigobert Elangui, insieme al Vicario Foraneo don Nicola Commisso e al Priore dell'Arciconfraternita "Maria SS.ma Immacolata", Pasquale Blefari, sono stati tra i primi a giungere sulla scena, testimoniando l'oltraggio perpetrato. Una rapida ricognizione ha rivelato che, nonostante l'intrusione dei profanatori, non sono stati rubati oggetti di valore materiale. Questo fatto, paradossalmente, non attenua la gravità dell'atto compiuto, sottolineando la natura intenzionalmente blasfema della profanazione eucaristica.

Il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, ha espresso profondo dolore e sconcerto di fronte a questo gesto sacrilego. In una dichiarazione rilasciata tempestivamente, ha condannato fermamente l'azione, definendola una ferita al cuore di tutta la Chiesa e dei suoi fedeli. La profanazione delle Ostie consacrate e il loro furto dalla custodia eucaristica rappresentano uno dei peccati più gravi, una violazione dei più sacri principi della fede cristiana.

Nelle parole del vescovo Oliva risuona un appello alla redenzione e alla speranza. "Prego perché gli autori del gravissimo gesto si ravvedano ed avviino un percorso nuovo nella loro vita", ha affermato. Con una compassione che supera l'offesa subita, il vescovo nutre la speranza di poter incontrare i responsabili di questo grave atto, ascoltarli e accogliere il loro pentimento e la richiesta di perdono.