Un rinnovo ventennale che divide e ora solleva interrogativi sulla regolarità dell’iter. È quello richiesto da Meridionale Petroli per la concessione demaniale dell’impianto nel porto, procedimento avviato dall’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio e definito in Conferenza dei servizi il 19 dicembre 2025, con verbale cristallizzato il 3 febbraio 2026.

Al centro delle contestazioni vi sarebbe la mancata trasmissione ai componenti della Conferenza delle osservazioni e opposizioni presentate da cittadini, associazioni e dallo stesso Comune dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico. Rilievi che avrebbero evidenziato criticità ambientali, profili di sicurezza e problemi legati alla fruibilità della spiaggia di viale Amerigo Vespucci e delle aree circostanti l’impianto.

La Conferenza ha acquisito pareri tecnici su ambiente, urbanistica e sicurezza, ma – secondo quanto emerge – su un quadro istruttorio privo delle osservazioni popolari. Alcuni enti assenti si sono espressi per silenzio-assenso. Resta da chiarire se, in presenza di tutti gli elementi, le valutazioni sarebbero state diverse.

Il Comune, che aveva presentato osservazioni anche come ente rappresentativo della comunità – dopo un voto bipartisan del Consiglio per la delocalizzazione dell’impianto – avrebbe visto tali contributi non inseriti nel fascicolo trasmesso.

La vicenda apre ora il nodo del possibile difetto di istruttoria e della legittimazione democratica del procedimento, in una decisione che incide su ambiente, sicurezza e qualità della vita di Vibo Marina.