Sette condanne lievi rispetto alle richieste dell'accusa e cinque assoluzioni: questo il verdetto del processo Black Widows, celebrato dinanzi al tribunale di Vibo Valentia per un duplice tentato omicidio nell'ambito della Faida delle Preserre.

Le condanne. Condannati Rosa Inzillo (5 anni e otto mesi), Viola Inzillo (6 anni), Michele Nardo (5 anni e 8 mesi), Salvatore Emmanuele (4 anni), Ferdinando Bartone (4 anni), Teresa Inzillo (due anni), Maria Rosa Battaglia (10 mesi). Un verdetto che riduce notevolmente quelle che erano le richieste della Direzione distrettuale antimafia. Cade, in sostanza, per tutti gli imputati l'accusa di tentato omicidio, regge invece quella dell'aggravante mafiosa. Assolti Vincenzo Cocciolo, Antonio Farina, Domenico Inzillo, Gaetano Muller e Michele Idà.

Alla base del processo -si diceva - il duplice tentato omicidio nei confronti di Alessandro Nesci e del fratello 13enne affetto dalla sindrome di down. Un fatto efferato per il quale il pm Anna Maria Frustaci della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro aveva chiesto pene per quasi 80 anni di carcere.

Le richieste. Nello specifico il pm aveva chiesto per Vincenzo Cocciolo, 32 anni di Gerocarne (difeso dagli avvocati Nazzareno Latassa e Marcello Scarmato), 10 anni e sei mesi di reclusione; per Antonio Farina, detto Tony, 45 anni di Soriano (avvocato Pamela Tassone), 6 anni di reclusione; Rosa Inzillo, 52 anni di Sorianello (avvocati Latassa e Scarmato), 10 anni e sei mesi di reclusione; per Viola Inzillo 54 anni di Gerocarne (avvocati Latassa e Cicino), 6 anni di reclusione; per Domenico Inzillo, 65 anni di Francica (avvocato Latassa ), 4 anni e 4 mesi di reclusione; per Gaetano Muller, 21 anni di Soriano (avvocato Giuseppe Di Renzo), 6 anni e sei mesi di reclusione; per Michele Nardo, 49 anni di Sorianello (avvocati Latassa e Staiano), 12 anni e sei mesi; per Salvatore Emmanuele, 26 anni di Gerocarne (avvocato Pamela Tassone), 4 anni e 6 mesi; per Maria Rosa Battaglia, 86 anni di Sorianello (avvocato Latassa), 3 anni di reclusione; per Teresa Inzillo, 57 anni di Sorianello (avvocati Latassa e Scarmato), 3 anni di carcere; per Ferdinando Bartone, 21 anni di Gerocarne (avvocato Russano) 4 anni di reclusione; per Michele Idà, 23 anni di Gerocarne (avvocato Giuseppe Di Renzo), 4 anni di reclusione.

Le indagini, coordinate all’epoca dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri (oggi a capo della Dda di Reggio Calabria) con la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri, sono scaturite dal tentato omicidio dei fratelli Giovanni Alessandro e Manuel Nesci ed avevano provato a far luce su uno spaccato delle attuali dinamiche criminali dell’entroterra vibonese, piagato oramai da decenni dalla contrapposizione (nota alla cronaca come “faida dei boschi” e già costata diverse decine di morti) che vede impegnate nella contesa per il controllo del territorio le famiglie Loielo ed Emanuele-Maiolo.