In ballo l'affidamento delle tre ragazze . Rilevati anche dieci casi di scabbia. Molti profughi hanno, tuttavia, già lasciato la Calabria

L'arrivo della bella stagione ha fatto esplodere nuovamente l'emergenza migranti.  Ieri il primo sbarco del 2016 al porto di Vibo Marina. Il prossimo è previsto nella prossima settimana.  E’ la conseguenza della nuova emergenza umanitaria esplosa nel Canale di Sicilia che, inevitabilmente, avrà effetti anche sull’attività dello scalo vibonese, terra di approdo e di passaggio dei migranti.

I numeri dello scorso anno. Oltre cinquemila i disperati giunti nella passata stagione. Altrettanti potrebbero arrivarne nel corso di queste estate. Stime calcolate per difetto. Intanto i primi segnali si sono intravisti ieri mattina con il pattugliatore della Guardia di Finanza “Montesperone” giunto al porto di Vibo Marina con 225 profughi. Tanti ne hanno contati i componenti della task-force predisposta dalla Prefettura che ha curato nei minimi dettagli le varie fasi dell’operazioni di sbarco con la supervisione del vice capo di Gabinetto Sergio Raimondo ed il coordinamento operativo del primo dirigente della Questura Stanislao Caruso.

La provenienza. La maggior parte è di nazionalità eritrea ed etiope, ma c’è chi proviene dalle lontanissime Isole di Comore. Tra di loro sono state registrate circa 40 donne e ben 44 minori non accompagnati (41 ragazzi e 3 ragazze) affidati ai servizi sociali del Comune. Lavoro straordinario anche per vice sindaco Raimondo Bellantoni, l’assessore Lorenzo Lombardo e la dirigente Adriana Teti. Non è stato facile per palazzo “Luigi Razza” trovare una sistemazione ai baby-profughi. I ragazzi, monitorati e vigilati dalla Polizia municipale diretta da Filippo Nesci e dai suoi due vice Sebastiano Tramontana e Pasquale De Caria, sono stati accompagnati nel centro di prima accoglienza dell’Associazione Monteleone a Briatico secondo le disposizioni impartite dalla Questura.

Le condizioni di salute. Una decina i casi di scabbia rinvenuti e trattati sul posto. Per una donna in gravidanza è stato necessario il trasporto in ospedale per accertamenti comunque di routine. Completate le procedure sanitarie, i migranti sono stati fatti salire sui pullman e condotti in un capannone nel cuore dell’area industriale di Porto Salvo. E’ qui che la Questura, unitamente ai carabinieri e alla Guardia di finanza, ha avviato l’identificazione con la foto segnaletica e le impronte digitali.

La questione. Il problema è sorto per le tre ragazze che il Comune ha dovuto prendere in carico sistemando provvisoriamente in un hotel al centro della città, la “Vecchia Vibo”, struttura confortevole, ma non autorizzata. Preoccupa un altro particolare: la maggior parte dei minori è di origine eritrea e, quindi, a rischio fuga. Per loro la Calabria è solo una terra di passaggio necessaria a raggiungere i propri familiari in altri paesi dell’Europea. Per questo motivo è stato predisposto un apposito servizio di sorveglianza. Riguarderà anche gli eritrei maggiorenni, poco propensi a farsi identificare e fotografare. La Questura completerà l’intera procedura entro martedì e, fino a quel giorno, rimarranno nelle strutture d’accoglienza di Briatico. Il resto dei profughi ha già salutato Vibo e la Calabria. Ultimate tutte le procedure previste dal protocollo sono stati condotti in pullman verso i centri del Lazio, del Molise, della Campania e della Basilicata secondo il piano di ripartizione predisposto dal Viminale.