Il Gal Terre Vibonesi studia il progetto per "far volare la 'nduja"
“Stiamo lavorando. Ci crediamo. Vogliamo costruire un progetto per tutelare un prodotto importante che oggi rappresenta la calabresità, in quanto la ’nduja viene subito abbinata alla nostra terra”. E' quanto dichiara Vitaliano Papillo, presidente Gal “Terre Vibonesi” e sindaco di Gerocarne che, dopo due incontri con i vertici Sacal, si dice ottimista sulla possibilità di “far volare la ’nduja”.
Il Gal, tenuto comunque conto delle severe norme che regolamentano il settore del volo, ha in cantiere dei progetti per ovviare alle limitazioni sul trasporto nel bagaglio a mano del morbido insaccato piccante conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. “Dietro – afferma Papillo – c’è un lavoro che va avanti dal mese di settembre, dove un po’ s’è preso spunto dal pesto di Genova, per il quale, attraverso un’operazione molto intelligente, sono riusciti a superare queste limitazioni facendo addirittura passare, attraverso tutta una serie di operazioni, anche vasetti fino a 500 grammi. Così, ci siamo messi in moto”.
Papillo ricorda che “a settembre, c’è stato il primo incontro con Sacal e, pochi giorni fa, ci siamo visti per la seconda volta, proprio per andare adesso a dettagliare il progetto che deve, ovviamente, coinvolgere altri attori; principalmente l’Enac, perché va da sé che è inutile parlare di un’operazione del genere senza tener conto di Enac”. Consentire il trasporto in cabina della ’nduja”, secondo Papillo, fa bene all’immagine della Calabria. “Queste limitazioni – sostiene il presidente del Gal vibonese - non fanno altro che in qualche modo impedire a chi si sposta sul nostro territorio per ammirarne le bellezze di assaggiare anche delle eccellenze come la ’nduja. Perché – si chiede dunque Papillo - non dare loro la possibilità di mettere la ’nduja nel bagaglio a mano, considerato che oggi, come dicono i dati, ci si sposta tantissimo con i trolley rispetto a un tempo in cui a prevalere erano le valigie in stiva?”.
