Intimidazione ai sacerdoti del Vibonese, Falvo: "Sono scomodi"
"È stato attaccato il commissario prefettizio, è stata attaccata una volontaria dell’associazione Crisalide, espressione della società civile, vengono attaccati due sacerdoti. Questo dimostra che c’è qualcosa che evidentemente non va bene a un sistema consolidato. Non sono ragazzate".
E' quanto dichiara ad "Avvenire" il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Camillo Falvo. Il magistrato si sofferma sull'episodio che ha avuto come vittima don Felice Palamara, giovane parroco di Pannaconi, frazione di Cessaniti. Durante la celebrazione della messa di sabato scorso, al momento della comunione il sacerdote si è accorto che nelle ampolle dell’acqua e del vino era stata versata della candeggina.
"Ho conosciuto don Felice durante una iniziativa organizzata proprio da lui e ho visto che c’era una comunità che lo adorava - ha detto Falvo – cittadini, molti ragazzi. Mi era piaciuto l’ambiente che circondava don Felice. Anche lì, come faccio spesso quando incontro le comunità vibonesi, ho invitato a denunciare, a raccontare quello che succede, a vincere l’omertà". A Cessaniti, Comune commissariato dopo le dimissioni del primo cittadino e centro travolto dall’inchiesta “Maestrale-Carthago”, le intimidazioni hanno riguardato anche lo stesso parroco, don Francesco Pontoriero: una lettera con esplicite minacce di morte con una lama affilata allegata e poi un gatto morto lasciato sul cofano della sua auto con un nuovo biglietto minaccioso. "Mi sarei aspettato – ha detto Falvo a al "giornale dei vescovi - visto quello che sta accadendo, che qualche informazione ci arrivasse, perché è difficile che non si sappia o comunque non si possa ipotizzare qualcosa, in frazioni dove in genere qualcosa si sa. Invece nulla. È preoccupante che in una realtà così piccola non ci sia nessuno che parli. Noi le indagini le stiamo facendo, i carabinieri sono molto preparati . Speriamo di venire a capo presto di questa situazione".
Da qui le conclusioni: "Ci sono realtà in cui fare bene il prete, portare a termine la propria missione, in modo limpido, trasparente, nel rispetto della legalità, è scomodo. Questa è l’amara conclusione e l’esperienza ci sta dicendo questo".
