Il Consiglio di Stato ha confermato lo scioglimento del coniglio comunale di Lamezia Terme per infiltrazioni mafiose. Respinto, quindi, il ricorso presentato dall'ex sindaco Paolo Mascaro e da alcuni componenti della sua Giunta. L'udienza di merito, in seduta pubblica, si era svolta lo scorso 19 settembre. I giudici di Palazzo Spada hanno accolto, infatti, il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dell'Interno e dalla Prefettura di Catanzaro contro la sentenza del Tar dello scorso febbraio che aveva, temporaneamente, fatto tornare in carica l'ex sindaco Paolo Mascaro, del centrodestra, eletto nel giugno del 2015.

Il 10 novembre i lametini, quindi, saranno chiamati ad eleggere il nuovo primo cittadino, con eventuale ballottaggio il 24 novembre. La prossima tappa è quella del 12 ottobre quando scadrà il termine per la presentazione delle liste. Il Comune di Lamezia Terme, al terzo scioglimento degli organi elettivi, sindaco e assemblea, per infiltrazioni mafiose, era stato commissariato nel 2017. In precedenza analoghi provvedimenti di commissariamento erano stati adottati nel 1991 e nel 2001.