Il capo della Protezione civile regionale scende in campo e rende pubblica la sua posizione in vista del referendum del 17 aprile

Mentre il Pd - una parte del Pd - invita all'astensione (immaginando così di poter boicottare il referendum), nelle regioni del Sud la mobilitazione contro le trivelle prende forma di giorno in giorno. Stavolta, a uscire allo scoperto è il capo della Protezione civile regionale, il geologo e docente universitario Carlo Tansi, che motiva in maniera tanto semplice quanto efficace la sua decisione di votare sì al referendum in programma per il 17 aprile. Lo fa attraverso facebook, affinché il suo punto di vista venga veicolato in maniera più capillare e possa anche coinvolgere le nuove generazioni spesso posizionate su altri temi. Non è un caso che i passaggi nodali della riflessione di Tansi tocchino proprio un aspetto tanto caro soprattutto ai giovanissimi: la durata della batteria dei cellulari. Come è possibile, infatti, che in un decennio la tecnologia abbia fatto passi da gigante in questo settore mentre per quanto riguarda lo sviluppo e lo sfruttamento di fonti energetiche alternative si sia rimasti ancora indietro al punto da dover discutere se, e quanto, siano convenienti o dannosi per l'ambiente gli "apparati" di estrazione da combustibili fossili (leggi petrolio e gas naturale)?

Tansi FbEcco il ragionamento di Tansi: «È assurdo che nel 2016 l'unica invenzione rimasta sostanzialmente inalterata a cento anni dalla sua nascita sia il motore a scoppio. Questo arretramento tecnologico è stato voluto dalle strapotenti compagnie petrolifere che, oltre a decidere dove e quando far scoppiare molte guerre, decidono anche come pianificare lo sviluppo tecnologico di certi ambiti della societa e quindi l'arretramento tecnologico del motore a scoppio. All'inizio degli anni novanta le batterie dei cellulari erano grandi come mattoni e duravano meno di un'ora. Adesso sono mille volte più piccole e durano cento volte di più. Perché non si è applicata la stessa tecnologia alle batterie delle automobili? Perché evidentemente non conveniva alle compagnie petrolifere. Dato che - per questo e per tanti altri motivi - sono convinto che la tecnologia può eliminare o comunque ridurre drasticamente l'uso dei combustibili fossili (come il petrolio), il 17 aprile io voterò sì».

Per i promotori del referendum, un endorsement di indubbio rilievo... (ppcam)