L'era del Conte-bis è iniziata. Il presidente della Repubblica Mattarella ha conferito a Conte l'incarico di formare il governo. Conte si è riservato di accettare. La comunicazione, come da prassi, è arrivata dal segretario generale della presidenza della Repubblica Ugo Zampetti al termine dell'incontro tra Conte ed il Capo dello Stato. Il colloquio tra Mattarella e Conte è durato circa un'ora. Conte è entrato al Quirinale alle 9,30 e alle 10,29 Zampetti è uscito in sala stampa per la comunicazione.

Il discorso di Conte. "Oggi stesso avvierò le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari", ha esordito Conte nel suo discorso. "All'esito del confronto mi dedicherò alla stesura del programma con le forze politiche che hanno espresso il sostegno e che ringrazio". "Non sarà un governo 'contro' - ha continuato il premier incaricato - ma un governo per modernizzare il Paese e per i cittadini. Realizzerò un governo nel segno della novità è quello che richiedono anche le forze politiche". Conte ha fatto riferimento tra l'altro alle criticità legate alla congiuntura economica e alla necessità di procedere speditamente alla formazione del governo.


style="display:block"
data-ad-client="ca-pub-7956851822213362"
data-ad-slot="5102188730"
data-ad-format="auto">


"Subito manovra che eviti l'aumento dell'Iva". "E' un momento delicato, l'economia globale sta rallentando, ci separano poche settimane dall'inizio della sessione di bilancio. Dobbiamo metterci subito al lavoro per una manovra che eviti l'aumento dell'Iva". "Deve essere un Paese di riferimento nella protezione delle persone con disabilità, che non lasci che i giovani si disperdano con esperienze all'esterno ma che sia un paese attraente per giovani che sono all'estero, che veda un Mezzogiorno rigoglioso. Un Paese nel quale la pubblica amministrazione non sia permeabile alla corruzione, un Paese con una giustizia più equa ed efficiente dove le tasse le paghino tutti, ma proprio tutti, ma le paghino meno", sono gli obiettivi di Conte.

E ha evocato la formula di un nuovo umanesimo, che non è uno "slogan di un governo ma l'orizzonte ideale del Paese". Poi il premier incaricato ha spiega che "nei prossimi giorni tornerò dal presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e in caso di esito positivo gli sottoporrò le proposte per la lista dei ministri". "Di mio aggiungerò tanta passione - ha concluso Conte- che mi sgorga naturale nel servire il Paese che amo".

I nodi Di Maio e Rousseau. I nodi ora riguardano, più che il programma, i ruoli e il consenso interno, a cominciare dall'incarico di Di Maio e dal voto sulla piattaforma Rousseau. "Serve il coraggio di tentare per chiudere la stagione dell'odio", ha detto ieri Zingaretti. Il capo M5s ha però rivendicato di aver già rinunciato al ruolo di premier indicando Conte un anno fa e declinando oggi un nuova offerta della Lega