Depurazione nel Vibonese, la Ecotec replica alle accuse del sindacato: "Ricostruzione falsa"
La Ecotec SRL, azienda titolare del servizio di conduzione e manutenzioni di diversi impianti di depurazione ubicati nella provincia di Vibo Valentia, replica al comunicato del sindacato Slai Cobas di cui hanno dato conto diversi organi di informazione e con il quale il predetto sindacato ha ritenuto di dover "produrre un vero e proprio affondo nei confronti della sottoscritta impresa, incapace, a suo dire, di non riuscire a reggere alla prova dei fatti e responsabile, tra le altre cose, del mancato rispetto, in materia di pagamento degli stipendi, degli impegni dalla stessa assunti durante un recente incontro presso la Prefettura di Vibo Valentia".
La crisi. "Al di là delle numerose imprecisioni di cui il predetto comunicato risulta essere intriso, sorprende come, a fronte di una situazione di grave crisi finanziaria che attanaglia ormai da anni il servizio di gestione degli impianti di depurazione, con stazioni appaltanti che non fanno altro che accumulare debiti su debiti nei confronti delle ditte appaltatrici, la suddetta rappresentanza sindacale non abbia sentito il benché minimo bisogno di dedicare una sola parola a quella che è da considerarsi la causa sistemica dell’attuale situazione di sfascio finanziario, vale a dire l’incapacità, ormai strutturale e conclamata, degli enti affidatari di corrispondere quanto dovuto alle ditte impegnate nell’espletamento delle gestioni, ma abbia invece ritenuto di dover lanciare i propri strali unicamente nei confronti della ditta Ecotec, avventurandosi in una ricostruzione dei fatti arbitraria ed a tratti lesiva dell’immagine dell’azienda.
Le accuse. "Del resto non ci sarebbe da sorprendersi poi tanto di questo atteggiamento, se si pensa che la sigla sindacale Slai Cobas (citiamo testualmente il loro statuto) “individua nel conflitto e nell'antagonismo sociale le basi irrinunciabili per la difesa della democrazia”. Prima di lanciarsi in improbabili invettive verso aziende che a pieno titolo possono definirsi “serie”, avrebbe fatto meglio ad informarsi, l’incauto coordinatore dello Slai Cobas, sugli sforzi che la ditta Ecotec quotidianamente sostiene, anche grazie al sostegno attivo dei propri soci, per tenere in piedi dei servizi che altrimenti, stante l’abnorme mole di debito accumulato dai Comuni nei propri riguardi (ad oggi stimabile intorno ai 600.000 euro), non avrebbe modo di poter essere garantito. Palesemente falsa risulta essere poi la ricostruzione tesa a rappresentare una situazione in cui l’Ecotec avrebbe disatteso gli impegni presi in Prefettura. Come da impegni assunti è stata infatti corrisposta una mensilità a fronte di un primo pagamento. Inoltre, in data odierna (17/11/2016), avendo ricevuto un ulteriore pagamento, la ditta ha provveduto a pagare la quattordicesima mensilità e la mensilità di settembre. Ne consegue che ad oggi, a fronte di un numero di canoni arretrati che, mediamente, si aggira intorno alle dieci mensilità, i lavoratori della Ecotec avanzano la sola mensilità di ottobre".
Soluzioni. "È tuttavia di assoluta evidenza che nessuna azienda ha nelle proprie possibilità quella di continuare a garantire all’infinito un servizio di fondamentale importanza in assenza di risorse finanziarie certe. È pertanto indispensabile ed urgente che vengano individuate soluzioni strutturali e durature atte a garantire in futuro il regolare svolgimento dei servizi di gestione degli impianti di depurazione, servizi che, in una regione come la nostra che trae dal turismo una della sue principali fonti di sostentamento, dovrebbero essere destinatari di risorse costanti e non una tantum".
