Guardia Media aggredita a Vibo Marina, solidarietà dall'amministrazione comunale
"L'amministrazione comunale tutta, si trova ad esprimere una profonda e sentita vicinanza nei riguardi della Dott.ssa in servizio presso la postazione di Continuità Assistenziale di Vibo Marina, vittima dell'ennesimo quanto inaccettabile episodio di violenza ad opera di utenti privi del comune senso di civiltà. Il deprecabile atto ancora una volta perpetrato a carico di chi svolge inevitabilmente con coraggio e dedizione il proprio dovere". E' quanto si legge in una nota diramata dall'amministrazione comunale di Vibo Valentia.
"Il Servizio di Continuità Assistenziale negli ultimi tempi ha contribuito tristemente alle cronache nazionali per essere uno dei luoghi ove la violenza si estrinseca nelle sue svariate forme, ignara quanto mai del ruolo quanto del volto del proprio interlocutore. La violenza è noto, non guarda in faccia nessuno e non si pone alcun tipo di limitazione. Sempre più di frequente ad essere vittime sono donne, medico, madri, mogli, figlie, e quanto altro possa essere un affetto per una famiglia. Spesso giovani, spesso in solitudine. Ma chi accetta oggi un incarico del genere, che sia uomo o donna, accetta il rischio e nello stesso momento lo accantona, di trovarsi in situazioni complesse da gestire. Di trovarsi a non poter assecondare in talune occasioni le richieste dell'utente ed a riceverne come conseguenza un energico dissenso, difficile talvolta da fronteggiare con le comuni armi del buon senso, le uniche a disposizione. Episodi di violenza verbale solo di rado assumono un eco tale da poter essere censiti e provocare il giusto sdegno nella popolazione. Ma altrettanto gravi sono nel ledere la dignità della persona ed a logorarne la valenza".
"La ricorrenza e l'analisi di questi eventi ha insegnato che le condizioni di rischio non sono tanto determinate dalla gestione di pazienti in stato di alterazione quanto da atti volontari perpetrati da persone in pieno benessere clinico che, grazie alla mancata conoscenza da parte del medico di Continuità Assistenziale dei loro dati personali, si sentono protette dall'anonimato.
I medici, operano in postazioni prive di sistemi informatici che possano consentire la conoscenza d'informazioni anagrafiche, oltre che cliniche, non sono in grado, vista l'occasionalità del contatto, di instaurare un consolidato rapporto di conoscenza e fiducia che li porrebbe in condizioni di sicurezza. In più il lavoro si svolge in maniera preponderante nelle ore notturne, frangente nel quale l'illegalità riesce a guadagnarsi più spazio".
"Ci si auspica alla luce di tali criticità siano messi in atto provvedimenti, finalizzati ad implementare la tutela dell'operatore sanitario, con strategie logistiche, strutturali e di comunicazione informatica, con possibilità conseguentemente maggiori di identificazione dei responsabili e certezza della pena, contribuendo in tal modo al sostegno della legalità su un fronte così importante come quello della Sanità Pubblica, fondamentale e rappresentata da sempre in maniera instancabile dai suoi operatori".
