VIBO VALENTIA – «Il problema è che l’inquinamento dei punti critici, come le foci dei fiumi, raggiunge il mare». Legambiente Calabria torna sulla polemica nata dopo i risultati della 40esima edizione di Goletta Verde, la storica campagna estiva che monitora lo stato di salute di mari e coste italiane, e ribadisce la validità del campionamento effettuato alla foce del Torrente Sant’Anna, in località Marina di Bivona.

L’associazione ambientalista ha comunicato di aver trasmesso al Comune di Vibo Valentia il report completo delle analisi, che ha evidenziato una situazione classificata come «fortemente inquinata» secondo i parametri utilizzati da Goletta Verde.

«Da quarant’anni – sottolinea Legambiente – Goletta Verde rappresenta una delle campagne di citizen science più autorevoli del Paese. I campionamenti vengono eseguiti seguendo protocolli consolidati e si concentrano proprio nei punti dove storicamente possono emergere criticità: foci dei fiumi, canali e scarichi che arrivano direttamente in mare».

L’associazione precisa inoltre che la campagna «non attribuisce patenti di balneabilità», non giudica l’intero mare calabrese come inquinato e non sostituisce i controlli istituzionali previsti dalla normativa. «Il nostro obiettivo – spiegano – è individuare i punti critici dove gli inquinanti arrivano in mare e fornire un contributo affinché le istituzioni possano intervenire».

Nel dettaglio, il campionamento alla foce del Torrente Sant’Anna è stato effettuato il 27 giugno 2026 dai volontari di Goletta Verde, con il prelievo di un campione d’acqua analizzato da un laboratorio accreditato. Secondo quanto riferito da Legambiente, i valori di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali sono risultati superiori ai limiti previsti.

L’associazione descrive anche le condizioni riscontrate durante il monitoraggio: «L’acqua nel punto di prelievo era verde e torbida, con presenza di alghe e schiume», mentre nell’area sarebbero stati rilevati anche rifiuti di diversa natura.

Legambiente chiarisce però che il dato riguarda un punto specifico e non l’intera costa vibonese. «Le aree a destra e a sinistra del prelievo – evidenzia – risultano balneabili con qualità delle acque “Eccellente” secondo i dati ufficiali dell’Arpa».

Secondo l’associazione, la criticità della foce del Torrente Sant’Anna sarebbe legata a problemi strutturali che possono riguardare depurazione, scarichi abusivi, reti fognarie, manutenzione dei corsi d’acqua e gestione complessiva del territorio. «Sono problemi che si affrontano durante tutto l’anno, non il giorno della conferenza stampa», viene rimarcato.

Legambiente invita quindi l’amministrazione comunale e tutti gli enti competenti alla collaborazione, pur contestando i toni utilizzati nel dibattito. «Difendere l’immagine della Calabria è un obiettivo condiviso – afferma l’associazione – ma l’immagine di un territorio non si tutela negando i problemi, bensì risolvendoli».

Tra le richieste avanzate figurano investimenti continui sulla depurazione, il completamento e l’ammodernamento degli impianti, il contrasto agli scarichi abusivi, la manutenzione di torrenti e foci, oltre a un sistema di monitoraggio permanente e maggiore trasparenza dei dati.

«Legambiente continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: monitorare, denunciare quando necessario, riconoscere i risultati positivi quando ci sono e collaborare con chi sceglie di affrontare seriamente le criticità ambientali», conclude l’associazione.

Una posizione che rilancia il tema della tutela ambientale come elemento centrale per il futuro turistico della Calabria: «Amare il territorio – conclude Legambiente – significa avere il coraggio di guardare la realtà e lavorare insieme per migliorare l’esistente».