Vibo Marina, la vicenda La Rada approda al centro dello scontro tra l’imprenditore Cascasi e l’Autorità Portuale. In una lettera pubblicata dal quotidiano online Noi di Calabria, il titolare dello stabilimento balneare-ristorante interviene dopo l’avvio del procedimento per la possibile revoca della concessione, contestando la ricostruzione dell’ente e ripercorrendo le tappe della gestione affidata alla società Gramaca.

Secondo Cascasi, la situazione sarebbe il risultato di un mancato riscontro da parte dell’amministrazione alle richieste presentate negli ultimi mesi per il rinnovo dell’autorizzazione al sub affidamento. «Oggi sono io direttamente portatore di un’altra notizia, ancor più dirompente di quella di ieri: in data odierna l’Autorità Portuale ha comunicato l’avvio del procedimento per la revoca della concessione in capo a La Rada», scrive l’imprenditore.

Al centro della questione c’è la gestione dello stabilimento da parte della Gramaca, società che dal 2011 conduce l’attività sulla base di un accordo con La Rada, titolare della concessione demaniale. Cascasi sostiene che tale rapporto fosse noto all’Autorità Portuale e autorizzato già nel 2021 attraverso il procedimento previsto dall’articolo 45 bis del Codice della navigazione.

Nella lettera l’imprenditore ricostruisce anche le richieste avanzate per la prosecuzione del rapporto gestionale. «Ben prima della scadenza del 31 marzo 2026 La Rada, in data 2 marzo 2026, ha richiesto l’autorizzazione alla proroga del sub affidamento alla Gramaca. Nessuna risposta o comunicazione arriva dall’Autorità Portuale», afferma Cascasi, ricordando anche i successivi solleciti inviati a giugno e luglio.

Secondo la sua ricostruzione, il cambio di posizione dell’ente sarebbe avvenuto in tempi molto ravvicinati. «Mentre il 16 luglio ci dice che l’istruttoria sulla richiesta di proroga è in atto e concede 15 giorni per rispondere, il giorno dopo cambia idea, scopre che la Gramaca è priva di autorizzazione e decide che La Rada e la Gramaca se ne devono andare», sostiene l’imprenditore.

Cascasi parla di una situazione che avrebbe prodotto conseguenze pesanti per l’attività e per i lavoratori coinvolti. «Il povero amministratore della Gramaca si trova imputato di occupazione abusiva di area demaniale e sulla Rada pende la preannunciata revoca della concessione», afferma nella lettera.

Nel finale il titolare dello stabilimento esprime amarezza per una vicenda che, a suo giudizio, rischia di compromettere un investimento realizzato nel settore turistico. «Per parte mia ho già deciso di dire basta, mi arrendo. Ho investito risorse spirituali ed economiche per un investimento sul turismo a Vibo Marina in grado di creare occupazione e mi trovo a dover dire alle persone che si sacrificano per portare avanti il Lido La Rada che dovranno trovarsi un’altra occupazione».

La vicenda resta ora legata agli sviluppi del procedimento avviato dall’Autorità Portuale e alle eventuali iniziative che saranno intraprese dalle parti coinvolte.