"Apprendiamo, dalle notizie diffuse dagli Organi di Stampa che in VI Commissione del Consiglio Regionale doveva essere esaminato il “Nuovo Atto Aziendale di Calabria VERDE” e, con grande stupore, verifichiamo che nell’elenco delle “Audizioni” erano state convocate solo alcune OO.SS. tralasciando completamente il resto delle O.S. che all’interno dell’Azienda hanno ricevuto apposito mandato dagli iscritti per essere “tutelati”." Comincia così un comunicato diffuso dalla segreteria regionale Fnasla-Cisal che prosegue: "L’Azienda a causa di scelte effettuate dal Governo Centrale, con il deficit dei 40 Milioni sottratti al Finanziamento Statale ha subito un durissimo colpo che, riportato ai giorni difficili che stiamo vivendo viene amplificato in modo esponenziale ma, tutto questo, non può ricadere sulle spalle dei lavoratori già provati dalla “CISOA” e dal recupero delle trattenute Fiscali avvenuto proprio nel periodo natalizio con grandi sofferenze per le famiglie per lo più “monoreddito”, alcune delle quali, in questi giorni stanno ricevendo delle comunicazioni dove si manifesta il possibile “pensionamento” sulla base di calcoli effettuati dall’Azienda. Siamo quasi giunti alla prossima stagione “estiva” e, nonostante le prime avvisaglie e i ripetuti episodi di esondazioni e fragilità del territorio dovuti alle abbondanti piogge che si sono abbattute sulla nostra Regione, dobbiamo registrare che il “Servizio di Monitoraggio e Sorveglianza della rete Idrografica Regionale” per come sviluppato dalla normativa “Nazionale” anche in materia di “Presidi Idraulici”  stenta a decollare."

Gli appelli alla Regione. "Più volte - continua la nota del sindacato - abbiamo richiesto nel corso di questi anni, con le Giunte regionali che si sono avvicendate, la corretta applicazione delle norme ai fini della “prevenzione” in modo da sviluppare il Servizio in sintonia con le altre Regioni Italiane. Senza dimenticare che dopo la Regione Liguria, siamo la Regione con il più alto rischio “Idrogeologico”. Come organizzazione sindacale fin dall’istituzione del servizio emanata in via “Provvisoria”, abbiamo segnalato la necessità di un corretto “inquadramento” del Personale che era stato reclutato con apposito “concorso pubblico” esperito ai sensi della Legge regionale 31 del 2009 e bandito ai sensi delle normative nazionali in tema di “concorsi pubblici”. Tale situazione di confusione era stata segnalata all’indomani dell’immissione in servizio del personale che andava inquadrato come personale nel Profilo Giuridico ed Economico “B” del CCNL “Regioni ed Autonomie Locali”. Per ragioni che non comprendiamo, il personale in oggetto, è stato inquadrato nel IV ° livello del Contratto Forestazione. Quanto sopra, era stato più volte segnalato all’Afor prima e successivamente ad Azienda Calabria Verde fin dalla sua nascita con diverse note e atti ufficiali, auspicando una ferma presa di posizione da parte di chi ha gestito il “Servizio” anche nei confronti della politica per sbloccare tale situazione, ovviamente, se oggi lanciamo un nuovo appello, è legato alla situazione immutata che si è trascinata per tre legislature. Nessuno si è prodigato per adottare atti formali per dare la svolta epocale. I lavoratori, purtroppo, sono stati costretti per vedersi riconoscere un sacrosanto diritto, ad affrontare delle Cause con Il Giudice Del Lavoro. Non occorrono “Alchimie” speciali per riconoscere il “giusto inquadramento contrattuale” come giustamente sottolineano i colleghi delle altre OO.SS. per i lavoratori del “SERVIZIO DI SORVEGLIANZA IDRAULICA” occorre dare seguito alle sentenze definitive già emanate! Il Nuovo Commissario ha emesso un “Atto Formale”, occorre ovviamente dare seguito all’indirizzo dato e ovviamente concertare, con le OO.SS tutti i passaggi che portino al risultato che da tempo auspichiamo."

"Per tale ragione - conclude l'organizzazione sindacale - tenuto conto dell’importanza della “Prevenzione” e della “Programmazione “ riteniamo che l’attuale Giunta regionale debba attivare una profonda riflessione in materia di “Dissesto Idrogeologico” anche attraverso una “Progettazione Comunitaria”. Occorre ragionare in modo coordinato considerate le competenze di più Dipartimenti, per comprendere quali misure si intendono adottare affinché tale servizio possa essere sviluppato in modo “coerente” rispetto alle citate normative nazionali e degli atti successivi emanati nel corso degli anni tenuto conto che le altre Regioni, correttamente, hanno stipulato CCDI inserendo le figure previste considerando il Servizio Pubblico Essenziale come Servizio di “Protezione civile.